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Tomo II.
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Vella Petitaura , e deV esori . Cdp.Xll.Art.I. 207

fa pur menzione il P. Menochio nelle lerium Soranum,solitum dicere ait^quosSatore part. 6 . centur. 11. cap. 71. e dal Thesauros Graco nomine appellaremus ,disterente racconto , ehe ne fanno dei- priscos Latinos Flavis'as dixiffe , quod inle yirtu, Filostrato, ed Eliodoro , i quä- eas non rude as 1 argentumque i sed fla-li ferislero in Greco i loro libri, li pub ta ,fignataque pecunia conderetur . Con-ben giudicare , quanto favolosa lia la jedlare, igitur,se detraBam ese ex eover-Pent.iura , o Pandarbe , e con quanta bosecundam literam , Favsas essevanita gl Istorici naturali tra le Pietre didlas,Cellas quasdam^ &• specus » quibusVere Pabbiasto annoverata . Dellastes» /Editui Capitolini uterentur ad eußo-la l ietra abbiam iatta menzione nel diendas res veteres religiosas . Con Gel-Tom. 2, de' nostri E/npi Accademici a lio confermano lo steslo , Festo , Non-

cart. 43. Elop. 32. ma ce ne liamo valu-ti per erudizione j potendosi cavar leli-militudini e dalle istorie , e dalle favo-

ie.

A R T I C. I.

De’ Tesori , e dell' uso loro .

i. äT '* Li Scnoprifori de’Tesori la Pen-V_f' taura con a. Fleta ricercano:ed e alcra pazzia di molti , ehe sonocreduli a ritrovare Tesori ; ancorche-con molti pericoli, e clelle persone , edelPaver loro,con tutte le forzevi s’im-pieghino lenza alam frutto: e sono In-ga n nat i da alcuni , ehe da Pellegrini evagabondi li fingono Maglii, valevoli ascuoprirgli . Dopo aver trattato dell apentaura , pare , ehe ei convenga trac-tare ancora de'Telori , i quali di gem-me , e di metalli preziosi sono forma-ti ; tanto piu , ehe delle medelime in

3 uesta Istoria trattiamo, ehe lbno partee’Minerali , e parte ancora della Sto-ria naturale di dii. Speriamo dimostra-re ad alcuni , quanta lia vana la ipe-xnnza di trovare Tesori , e quanto liaanche di danno , e di pericolo ; perchemolti senza considerare que Ich e lia loroproposto , sono facili a credere , e sarliancheingannare .

2. II Tesoro, secondo la Greca EtLmolooia, e il riposto dell’Oro , come licava da S. Ilidoro lib. 16. Orig. cap.it .e da Latini 1, dicca Flavisa z onde iilegge in Gellio lib. z. cap. i 0 . Scd&fa-

nio , Varrone in Epift. ad Serv. Sulpit.Definiscono mftti il Tesoro , ehe nonaltro lia , ehe un Depolito di anticamoneta , di cui non vi e memoria» e liaprivo dei suo padrone : e come disle ilP. Ldlio Dejußit. JUr. lib. 2. cap. 5.dubit. 1 s. Thesaurus ejl vetus quadamdepositio pecunia t cujus nvnjxtat me-msyia , ut jam dominum non* habeat .Oslerva lo steslo Lestio , ehe coi nomedi pecunia s’ intendono tutte le ricchez-ze mobili , come sono le catene,le gem-me , i vaii, le monete di oro , e di ar-gento , ed ogni astra cola prezioia.Que-sta medelima destnizione assegnanomoi-ti Leggisti , tra'quali lbno Sistino DeBegaUib.2-cap.21. n.i. Arnolde Vinnioin §. Thesauros , lnllit.de Ber.divis. Con-nauo lib. Comment. Jur.Civ. cap, 4.num.i. eia di sende ancora EionardoGuctierez de la Huerta in Tradi. DeThesaur. lib. 1. cap. 2. Senile lo stesloGuctierez , eslendo Giudice della Vica-ria di Nftpoli,questa Opera Legale,mol-to erudita , ad ulo de Leggisti , di cuivolle con liberaliu\ farcene un dono ,con tre astri (uoi Tomi Legali , eheavea con lode pur dati alia luce i in le-gno di una nuova, ed umaniliima ami-cizia e «li aveamo stabilito 1'1 logioAccademico, di cui era veramente de-ono , nel nostro Terzo Tomo deg i ElogJ tst quale non ha poi veduta la luce dellestampe; perdie foro di grave spesa,percagione de’rami giä posti ne’primi du e.Lo steslo Trattato ci ha tolto la faticadi raccogliere alcune notizie intorno i

Te-