2 1 4 Ist or Jette Gemme } e delle Pietre di Giacinto Gimma.Lib. V.
De Fur. histor . lib. 6. ehe i Cittadini diDelfo cavar vollere» il Tesoro circa l’Altare, e ’1 Tripode di Apolline, e fu-rono subito impediti dal Tremuoto,chesi senti.
i. Fingono molti essere nella Ma-gia periti, per ingannare i creduli : equando ancora in tai’ arte sossero eser-citati, cercano togliere dalle ricchezzealtrui, delle quali hanno sempre biso-gno i perche vivono con gl’inganni • ede questa la vera arte , e scienza loro,ora in una Citt;\ , ora in un’altra. Con-vengono gli Antori tutti , ehe non lisono mai trovati Tesori coll’ajuto deiDcnioniö j cosi dicono , c portano an-cheglielempj Kloch lib. 2. J)e JErariocap. 116. num. 28. ed ivi Pellero in Ob-ssrv. Villelpand. De Migin lib. 2. cap.13. num. 4f. Ainaya in L.unic. C.DcThefitur. num. 11. Caramuele lib. 2. Delege mora/. tirt.2.difp.i.num.2^<;. riferi-ti dal Guttierez . Dice Grillando DeSortilepiis qnnum. 1 2. ehe si vantanoi.Maghi di potere trovar Tesori ne’luo-ghi lontani, e nascosti sotto la terra: edalie volte inducono gli Uomini a questapazzia , ehe fanno Fosse , per trovare ilTe foro • Stima esser questa una illusio-ne di quelle , ehe all llomo f'a il De-monio : e ehe per verita non ha mai ve-duto, o udito , ehe un Mago abbia tro-vato il teforo , o l oro , o 1’ argento ;ma ha ben conolciuti molti attendere aquest’Opera , ehe con inaraviglia si so-no sforzati a farne la sperienza : e dopomolta fatica , e dopo moste osservanzediaboliche,non trovar ono alia fine, ehela terra . Porta la ragione, ehe Dio nonpermette , ehe posta il Demonio arric-chire alcuno di est! 3 altrimente segui-rebbe, ehe i Maghi fester0 p!u riech!degi i altri Cristiani : e molti ancoraper arricchirsi , ed eifere venerati datutti , poco la Religione curassero,edel Demonio diverreDbero seguaci-Sog-giugne, ehe pur vediamo il contrario 3perthe i Maghi»come dice il P-Delrio,
sono i piu poveri , sordidi , e vili , emenano una vita pienadi miserie , eehe muojono di morte infelice. Mostra-no essere ricchi gli stell! Maghi , fareconviti, e laper formare danajo , maspesso ingannano co’ i prestigj z e sono iconviti lorossantastici, ed apparenti etali stima lo stello P. Deirio eifere statiquelli degli Egizj, secondo Origene.de'Bracinani,riteriti da Filostrato , e simi-li. Palete,Mago,appo Svidassece un soi>tuoso Convito, dando a bevere con ec-cellenza a’convitati 3 ma ognuno partidigiuno e con fame. Soleva comprar lecole , e numerare il prezzo 3 ma il da-najo,al venditore consegnato, ritornavaa lui 3 onde nacque il provverbio : Fa-fetis obolus . Michele Seoto convitavaIpelso, senza alcuna preparazione di vi-vande : e dopo , su l’ora del mangiare,costringeva gli Spiriti a condurle di di-verii luoghi : edieeva : Questo vienedalla Cucinadel Re di Francia , e que-sto da quella del Re d’ Inghilterra 3 co-me narra Francelco Alunno nella fab~brica del Mondo . Quando il Demoniofa i conviti colle Streghe , elivalediveri eibi, ipelso queili sono di carni dianimali da le morti , di cattivo gusto eodore . 'Zitone di ßoemmia, gran Mago,come narra il Dubravio lib. 23. li glo-riava di poter fare per uso suo facil-mente il danajo: ed una volta, da’mani-poli di sieno sinse, e sece apparire tren-ta porci ben grast!, e gli vende a buoaprezzo ad un Michele, riccoPanattiere,coi patto,che non gli portasse nelsiume3ma quello di cio tacendo poco conto »vide sommers! nel fiume i porci , e imanipoli di fieno anclare a galla. Ri-trovatolo,perb,in una Taverna di vino,ove sopra di un banco 1! riposava diste-so, volendoio tirare per un piede, glie-lo strappo dal corpo con tutta la cotcia.Lamentandos! Zitone, volea tirario alCjiudice , del ehe atterrito il Panattie-re, credendo di avere commesso un gra-Vedelitto, bisognö qtiietarlo, danno
a dan-