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Tomo II.
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i'/G IßorJelk Gemmet e delle Piet te di Giacwto Gimma . Lib.V\

come delle volatili , e delle acquatichegenerarli dall’ uovo ilella lua madre,ciaschednna secondo la Ida Ipezie. Cosiogni pianta proclurfi tlal suo lerne , edogni cola dal luo simile ; ancorche mi-nima , ed appena visibile ali’ occhioirisca. Questa comune generazione

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abDiamo difela colla ragione , collasperienza, e coli’autorita di buoni Fi-loibfi b le molte favole introdotte nellaStoria degli Animali rigettando j an-corch£ da fodi Autor! creduteper vere;

J ioicche la Natura sempre e la stefla nel-e sue opcrazioni, e produzioni. Favo-Ia e pero, ehe" te Conchiglie , e le altre1'pezie de’ Tellacei produrre si polia nodaile Conchiglie rotte, e seminate, co-me vogliono gli Autor! , ehe porta iLKouig. Delie Conchiglie della Siciliaabbiam volutoaccertarci da’dottiScrit-tori Siciliani: e scrivendo ai Cliiariss.D.Antonino Mongitore Canonico dellaCattedrale di Palermo, egli ci avvisbgenti!mente con lettera de’ 12. di Mag-«io dei 172?. efler favola quelche nar-ra il P. Chircher z edendo giunta nuovaali’ orecchio di alcuni Letterati Mesii-aiesl lamultiplicazione di este latta coii’arte . La stella riiposta gli mandb nonsolo il P. Innocenzo-'Rafaello Savonaro-la, Teatino, dx grande erudizione,e dot-trina , ehe s’ informo pure da’praticidei Faro di Mellina , e da’ dotti Melsi-neli b ma eziandio 1’ eruditisiimo Do-jnenico Bottone Lecterato , e Medicoaneor Mesilnese - Attestb questo eifereun sog no di chi riferila genera zionedelle Conchiglie dei Faro ; poicchegiammai in quei luogo non solo non vilono Conchiglie ; ma ne meno eslerestate vi possono; e flendo quel territorioarenoso, ove 11 raccoglie quantita diTeliine, dette Cocciole dal Volgo , diseorza tenerisiima , e di sapore gustoso,ehe giovano asarnebrodo. Di Ise, ehequeste Teliine non si seminano j ma dicontinuo dnii e loro uova escono le pic-tioic TtllUie seeqj^dp. la comune ge«e-

razione . Delio slesso dotto Bottone cigiunse una lettera da-Melli na degli 8.Aprile 172 ?. dirizzata ali’ eruditsis-Biagio Majoli d’ Avitabile , ehe lo di-mandb per nostra richiesta , se era veroquelche seriste il Chircher : e con mol-ta erudizione , e dottrina astermb aver■vedute le Conchiglie in piu parti diquell’ llola, e spezialmente in un pez-zo di rupe in Mellina nel mare vicinoal Castello dei Salvadore, ove 11 veg-gono scogli, nelle cui cavitu le Conchealbergano , e i Datcili: e nelle rupi diMilazzo jide le Conche simili alie Ma-driperle, e ehe queste Ostreacee di-conli dal Tournefort Conche hivnivi-,ehe negli Icogli rodendo formano lastanza loro. Delle stelle, molte se ne rac-colgono negli Scogli di Tauromina inquei loro mari: e dice aver veduto ilalsi, cherotti dimostranoquella pesca-gione; perdie quegli animalucci en-trando nelle rupi per angusto sorame,coi rodere 11 formano la loro abitazio-ne, ed ingrossandoli san vedere e lierfalso quelche narra Silvestro Rattray,coufermato dal P. Chircher,lolito a cre-dere alie altrui relazioni, e dal P. Mar-tiolo, ehe fori e pure ha creduto quelchenon ha veduto. Dice, ehe tutto cib suc-cede , perdie alcune Scuole difendonola generazione daila putredine , uccel»lando daila Metall ilea la iperhnentaleFi Ilea ; non dovendosi pensare altramaniera di generazione , ehe la comu-nt: dall’ uovo b scorgendosl, ehe la Mo-se a in un giorno rende un gran numerodi uova , ehe prima in forma di ver-micciuoli, poi di volatili vedere li fan-no . Deride coloro , ehe con semplicecredulita hanno asiermato non solofarsi dal putrido le generazioni nelleaeque j ma nell’ aria » ove suppongonogenerari! le rane b nel fuoco le Salaman-dre , ed ivi conservarsi : e ehe Uominidi conto 11 sono persuasi, ehe ne’ Cam-pi di Lombardia 11 seminano Je cornade’ Castrati, daila cui putredine vasca-

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