Delle Terre Minerali . Cap.l% 8 7
Plinio , di cui si fanno l cattini persondere metalli : e simile alia stessa enel Monte Carlo presso Pisa, dal qualefanno i vasi, ehe contengono il Vetroliquefatto nelle fornaci , come dice iiBecchero, ehe numera ancora la MajeLInna di odore di solfo : la Sigillaria ros-sa, e pieghevole come ceradei Campodi Damasco: la Glutinosa Portoghese:la pingue e tenace , di cui si fanno i ra-riilimi vasi Valpurgeß : la pumicosa ecenericciadi Spagna: e Plinio fa men-zione di Mallia, e Calento Cittü di Spa-gna , ove si faceano' i mattoni, ehequando erano sceehi stavanoa galla nel-l’acqua, essendo di terra come pomice,ed utililsima potendosi impastare. Dicelostesso Becchero, ehe 1’ Argilla d’ A-rezzo sparsa a modo di sabbia e de' va-si, ehe polii nel fuoco , lipiegano co-me vetro : e qui riduce la Porcellana .Se egli dunque, e ’L Carleton numara-no tra le Argilie la Porcellana della Chi-na , vengono a concedere , ehe quellasi formi Aa questa spezie di Creta ; ben-che molti Europei sono disserenti diopinione”, alcuni stimando , ehe si fac-cia dallescorze dell’ Ostriche , altri didiversi metalli , e di altre materie , ene fanno lunghi, e varj racconti. Nel-1 ’Atlante Coßnograf. dei Mercatore , e’lMagino in Geograph. Pfnlom. dicono ,cheformano una massa di alcune Ostri-che marine , di Icorze d’ nova, ed al-tre cole, e la pongono sottoterra, e lamacerano ivi sino agi i ottanta, e centoanni , lasciandola agli eredi corne unprezioso tesoro. Riferiscono essere lo-ro instituto a riporre la nuova , chi to-glie la vecchia, e formano vasi assa i lu-cidi, ephi bianclii della neve . Cosipur ladelcrisse il Campano lib. 8. dell'lftor. volum. 1. cart. 499. e ehe nonammette in se veleno , per cui t\ apre,e li spezza . Ma PietroCubero nella suaFeregrinazione Ael Mondo cap. 4. aller-ma , ehe ii luo ragguaglio e il vero , enarra la manier^ come si faccia . Nella
Provincia di Kansi , e non altrove, di-ce esservi una Creta aflai forte, e ga-gliarda quanto una selce: la macina-no ben sottile, e la pongono in certepisclne di aequa satte al proposito dipietra , e dopo ben rimischiata conquell’ aequa , della cima, o fiore di so-pra fanno la piu sina Porcellana: diquella di mezo la mezana : delle fecciepoi la piü bassa : e la forma da fabbri-caril e ali’ usanza nostra , e poi 1’indo-rano, e le danno diversi limiti , e co-lori . 11 Rey nella Geograf. dice, ehe lefanno rosse , verdi, indorate, gialle ,ehe pajono lucido cristallo ; mache nel-PEuropa vengono delle grossolane, ehepure sono in grande stima : e ehe dellahnissima e proibito farne uscire dal Re-gno , fervendo per uso dei Re.
4. La Creta e cosi detta , perche la•nobile si portava da Candia, detta Cre-ta i n>a ora 11 cava da molti luoghi, ede terra molto nota . II Rulando la de-scrive di varie spezie : 1' Argentara , incui lampeggia la polvere argentina . 2.la molle . la dura . 4. la gialla mol-le di Valdernburg, ehe facilinente se-gna le linee . 5. la tofacea . 6. la duraviolata nel cenericcio , emolte altre divarj colori. Il Becchero dice , ehe lapiii cornu ne e la bianca : e trä al-cune altre di varj paesi porta la Ferru-ginea appo i Mori, ehe usano per sapo-ne : ia Cerulea appo i Turingi: la Vio-lacea di Valdemburgo, la magra, esecca , la rara e leggiera. Verameutesono diverse le spezie di Creta , e li pos-sono dividere secondo i luoghi , dondesi cavano, fonnaiuione vasi da aequa ,o altri liquori, dacucina : e quasi ognipaese ha le sue crete proprie , e i propr jlavori ancora .
5. La Fabrica e terra , o creta ros-se: e Dioscoride con gli Antichi lachia-mo Rubrica fabrile , perche gli Arteficise ne servono per tirar linee , tingendocon essa le funicelle , comespiega M.1t-tiolo j il ehe si fa pure ne’ nostri tempi
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