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Tomo II.
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De* Bitumi , Cap. IV»

Leo in forma di cornetti rossi , dentrocui il trova un liquore viscoso e chiaro,ehe odora come lastessa resina dei Te-rebinto.

io. Nicolb Monardes riferilce, ehe-dal nuovo Regno , e Provincia di Car-tagena portano una Trementina moltochiara * e odorifera , migliore di quel-la, chediconodi Abete, ediquella,ehe portano da Venezia. Trattandopoi della Trementina di Abete narra,ehe traggono dalla terra ferina una Tre-mentina » o liquore, ehe dicono d’ A-bete , e si coglie da alcuni alberi ma-linconici, i quali non sono ne Pini, neCipressi . Nella loro cima produconogji alberi alcune vesciche grandr , eicciole ehe si pestano , e n’ esce unquore maraviglioso', ehe cade a goc-cia a goccia, e cosi lo colgono con lun-ghezza di tempo , e molto poco al gior-no , e ferve come il Balsamo deseri-vendo le sue virtu. »

ARTI C. IV.

Del Carbon-fojsile^ o di Pie irrt*

i. O I produce nella terra il Car-i J bonsojsile , o Carbone di Pie-ed e speziedi bitume » folsile, pie-troso, nero ,e ehe li sfarina . Chiama-si Carbone da alcuni Inglesi , e Germa-ni , perche a guisa di Carboni si bru-eia ; non manda pero flamma , se none soffiato : ne di odore di bitume , e sicava da’ luoghi sotterranei. Etmullc-rostima , ehe sia terra bituminosa bru»ciäta , e mutata nella spezie di Carbo-ne . Dicesi pure Litantrace\ e de’* luo-ghi , ove II trova,, n’abbiam fatta men-2 ione nel Lib. 3. cap. 6. Libavio De Bi-tumin.lib, 8. cap. 4. tratta delle Torvene ,nome sinto dalla lingua Germanica,'l^^si-dicaTorrewe torrendi ), percheSo ^ e si arrostiscono: c sonoglebbe bituminose cavate dalla terra ,ßcre , ed accese danno' calore, ehe bru-

cia . Ne scrisse il Guicciardino: e Le-vi no Lennio De Occult.Nat.mirac.Ub. 1 .cap.17.dh qualche notizia di questi Car-boni , dicendo , ehe i Laghi, e le Pa-ludi di Zelandia, chiamate dagli abi-tatori Moerfuor , hanno zoile, e pezzi dibitume, ehe bruciano come Ia Naitacon puzzo cattivilsimo . Il paese, eispaludi Morine sono simili: e’l paese, e^ foro si dicono Terrovana , per-che quivi Ia Terra L asciutta , fuorchecerte 2oile nere si producono. In Bra-banzia ancora si cavano queste zollezmanonpuzzano tanto , per eflere il paeseoco salso , e lontano dal mare: e que-e zolle si dicono Turfi , e gli abitato-ri presso al mare le chiamano' Darri : ela lor forza e tale , e’1 fumo cosl perni-cioso , ehe accendendole in casa , im-brattano,. aifumicano, e guastanö ilpeltro lo stagno, il rame , ed ogni co-la , eccetto ehe Poro: e coi fumo fa tut-to divenir giallo .

2. Stimano alcuni Fiaminghi,mae—stri periti, ehe queste zolle le qualidalla terra ii cavano , sieno generate daradici, e tronchi d’ alberi, ehe eranonelle lelve rovinate dall’ inondazionedcll’ Oceano , e ehe poi a poco- a pocosi sieno impietriti. Cib provano da’ pa-li , e fermenti, erbe , e canne palu-stri , ehe dentro le zolle si trovano* madice Levi no Lennio esse re debole il giu-dizio i poicche nelle cave , e minieredella terra anchesimili zolle si trovano,donde si cava il rame, e Poro. Scherzala Natura co’ i rametti, e venose pro-paggini anche sotto la terra > perb ne’Dialpri, ne’ Porfldi, e ne* Marmi hveggono vene con varieta di colori po«sti, e distinti con artificio: cosi nellanoce molcata, ed in altri legni .

Nella parte della Fiandra abi tatada^li Eburoni, da' Menapj, e da’ Si-cambri si cavanoxerti Carboni impie-triti , come dice lo stesso Lennio, i qua-li sono adoperati a ljquefareil ferro, eda far suoco in cala , e lpenti una volta»,