Band 
Tomo II.
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iiO Ißor.delk Gemmes falle Vietre di Giacinto Gimma.Lib.VI.

12. Nella Frisia si brucia anche ster-CO di Buoj secco , perche ivi ii paete etanto baiso , e spezialmente verso simare , ehe dall’Autunno lino alia Pri-mavera resta soprasatto dall’aequa, epare un seno di mare ; e pero i Villag-gi, e le Terre sono poste in siti alti, ocinti di ripari : e si proveggono di gra-ni , di v ino, e di leg na mi f orastieriancora, corne narra ilBotero. (suestisterchi di Bus in varj astri luoghi an-cora sono in uso per mancanza de' le~

gni.

A R T I C. V.

Se la Canfora flabit ume'..

I. Q Econdo 1 ' Agricola e la Can-

fora voce lndiana passata a’Mori:, e da molti annoverata tra’ Mi-nerali , e fossili, e tra le spezie de' Bi-tumi. 11 P.Bernardo Cello li sforza ciÖconfermare con molti argomenti: e tre-deci ancora ne riferisce Libavio.De Bi-tternis!. lib.%. cap.2i. Dicono , die nonsia cola nuova eifere i minerali tiratidalle piante, le quali si nutriscono def-la sostanza dei Succino : e coxi i bitu-ini nesse piante fiorire . Che sia Mine-rale so provano 1 ’ Agricola , ValerioCordo r il Chentmanno , TommasoGiordano , Cesalpino, ed astri. Car-dano alsegna la fossile , e 1 ’arborea. Por-ta Libavionel lib. i. cap.. ij. le paroledei Cesalpino lib. De Plantis 3. cap. 4$'.che serisse: An & trabi hujusmodi hu-morem pinguem in arbores non mirum ?finde fluens lackryma densetur , &• la-pidescat oh maris salsedinem . Sic diver-sorum historia nequaquam neganda .Eadem enim terra pinpuedo genera bi-tuminis , &" Naphtha sub terra gignerepotest , ei“ h diverfls arboribus ob affini-tatem quandam attraBa <&* Capburam .,& Ele&rum tradere . La dicono speciedi Ambra, da cui si sacci a perlubli-Hiazione,, e che si accepda nelracqua a

guisade’Bitumi-. ed altre ragioni asse«gnano, ehe per brevita tralalciamo.

2. Tutti gli Scrittori dell’ India af-fer mano, che altra Canfora non vi sia,che quella , la quale si fa dall’ alberodella sua spezie ; cioe quella di Burneo,e della Cina . Dicono, che questa eattestata da Avicenna da Serapione , eda altri: e questa opinione difendonoMuttiolo Scaligero , Garzia,. Acosta,Kuellio , Linscotto *ed altri.. La pro-vano colla sperienza, e coi consenso de’periti , e di coloro , che hanno navi-gato alPIndie , ed han veduto 1 ’albero^Marra Garzia , che nasce gran quanti-ti di Canfora in Burneo , in Barros, inSamatra ,. ed in Pacen : che e gomma,non midolla , come volle Avicenna:ehe riluda suori per le fissure dell' albe«ro: che 1’haegli veduto in un descofat-to dall’albero di Canfora, in un le«mogrosso quanto una coscia ,,ed in una ta-v oletta larga un palmo . Da principiorisuda assai blanca senza maccnia:e nonsi cava con istrumento. L'Acosta sciis-se avere avuto un Tavoliere da. giuoco,ed una pisside di legno di Canfora , dicui davanoodore, maJsimamente stro-picciandogli. Negano tutti , che abbiaalcuno ritrovato presso 1’ albero, o nelMonte la Canfora ,.oltre di quella, chescorre dall’ albero Meile miniere laCanfora si corrompe, non si genera ,ne si trova da se, 0 con altri Fossili. Li-bavio riferisce gli argomenti, e le ri-sposte di ambidue le opinioni distinta-mente.

3. IlRenodeo serisse, che Ia Can-fora non fia spezie di bitume, ne mi-dolla , ne medicamento composto, coime alcuni hanno negligentemente cre-dnto ; ma e una gomma , o resina lu-cida , ignota a Dioscoride, ed a’ Gre-ci antichi, la quale scorre dal suo al-bero , e dalle sue fissure a guisa dell’ al-tre gommesincera , e candida senzapulvere , o frammenti di pietra, o difepno. 11 suo albero lo dicono tanta

grau-