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Tomo II.
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De' Bltumi . Cap.

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grande, ehe puh fare ombra a centfna-ja di persone unite infieme : altilsimo,con rami disteli , e molto bello a vede-re , forte , comequello della NoceJ«-glande, colle frondi biancheggianti, ii,miii a quelle dei Salice , e ii trova ne'Monti, ehe al mare sono vicini. Nar-ra Garzia esser favola, ehe all’ ombradell’Albero della Canfora fuggano olianimali, ehe temono eslere^olfeli da’piu feroci. Cosd pure quelche alcunisticono con Serapione lib.b.Simplic-cap.^44. ehe lia fegno di maggior raccoltadi Canfora , quando sono ndl’aria piufolgori, lampi e tuoni, quali ehe gio-vino molto gli aliti foliurei de’fulmi-ni, e de’ tremuoti a multiplicare ilfugo naturale dell’ albero - poicche ef-sendo.Plfola di Samatra e quei luoghivicini alia Linea Equinoziale , e lian-do a’ tuoni soggetti , farebbe in o.gnianno grande la raccolta.

4. Spiega 1 ’imperato, ehe nasee ilSuccino negli Scogli dei Mare Germa-nico , onde poi nelle temperte di mareii porta a’ iidi , fecondo ehe i venti lotrafportano, e li pe lea colle reti a gui-fa di pelce dopo le temperte , certati iventi , e quando e il mare in qualcheturbolenza, adoperando!! anche peits-che , alie quali li attaccano le reti. Ul-tro v ali alie volte fenza pefcarsi , butta-to ne’ licii , e coperto di arene , o mol-le , oper lo piu duro : e fpertb vi na-sce sopra dentroil mare llefso un’ei baiimile al pulegio: ed alie volte piccioliarboscelli al Succino attaccati fenza ra-dici , iimili al bullo, ed alia querela dilunghezza di un piede in circa : e ben-che dal Succino si nutriscano , hannonondimeno odor grave di pefce. Da cibsi cav a , ohe la Canfora anco, ehe dalSuccino riccvesse alimento,non per cib•arebbe bitume . Ne perche brucia laCanfora Dell’aequa , come la Naftapuo erederii bitinne z potendolisare loltello colle Ipezie , iece . £’ j a Canfo-

ta uqa lagrima , ehe distilla dal luo al-

bero : e cosl vi sono'erbe , ehe alfct stes-fa li confanno neü’odore , come la $te~cade: 1’erba detta Caniora ancora , sp e -Zie di Abrotano .

5. Due fpezie principali di Canfo-ra li aslegnano , delle quali fa menzio-ne Garzia , una di Borneo Isola Onen-tale , ehe distilla dal suo albero , ed bla piu nobile, e non li porta nell’Eu-ropa : e della stessa li vende tanto un*libra, quanto cento della Canfora del-la China , ehe e della leconda fpezie, eii porta ne 11 ’ Europa . La Canfora diBurneo della grandezza di un grano dimiglio e di vil prezzo : e da’ BaneaniGentili e divisa in quattro fpezie, ri-partendola in capo , in petto , in gam-be , e in piedi: e si servono di quattroinstrumenti di ottone con varj buchtdi diversa larghezza, come fanno quel-li, ehe vendono le Perle. Una librastella Canfora detta dei Capo, li vendeoctanta parclani, moneta Indiana , ehevale diece reali di Castiglia : quella dei

etto , -venti fcudi: quella delle gam-e, dodeci: e quella de’ piedi, quattro ocinque . L’altra Ipezie di Canfora e de’Chineli, 0 di Cnicheu , ehe li fa coli’arte , come ne tratta il P. ChirchecMund.fubterr./ib.g-se&.^.cap .j-,e si por-ta nell’Europa ridotta in panetti tondidi cinque dita , e si dice della secondaIpezie.

6. Il Giollone nella Thamnatogra -pbia in Arhninwd. Fqsfil. numera °tra’foffili anche la Canfora : e con Plateroa stegna la naturale delflndia , e quel-la , ehe li fa coi farte dal Bitume India-no , cuoceudoli sopra il fuoco dentronn vaso; poicche le pnrüi lottiliiTImemutate in color candido 11 attaccano al

■ coperchio, e sono la Canfora . Mättio-lo porta piii Ipezie di Canfora, ehe nonsono da tutti concedute , e poi le ridu-ce a due, cioe la rozza , e l’altra , ehedal Sole , 0 dal fuoco e lavorata ,e pur-gata , perche li laccia bianca , come si-la Ia cera. Impugna pero iiPlateadoT t r