De' Corpt odoriferi» Cdp. V. 349
e P usarono ancora nel ricevere i primiSpagnnoli , cheginnf'ero in quelle par-fi, in piccioli prosumieri bruciandoloper dar loro il fumo al naso . L’Aniniec lagrima, o resina di un’ albero gran-de , e blanco: tjra a colore d’Incenso-,maepiu oleaginoso, ehe ilCopal: eviene in grani, come 1’ Incenso , beu-che in pezzi piu grofli. Ha color gial-lo , come resina : e di assai grato , esoave odore: e posto su i. carboni si con-suma facilmente . Questo , da cui dif-* ferisce quello di Levante , per non effe-re cosi bianco , e Incido, si porta ingran pezzi; onde falsamente dissero al-cuni, ehe sia spezie di Carabe , o Suc-cino , ehe sogliono chiamare Ambrarappresa , di cui ne fanno Paternostri:ed e bitume, ehe si pesca nel mare Ger-manico con gli uncini di ferro , e deeVenire da qualche fonte nel medesimomare , ed ufeito ali’ aria fredda li con-densa : e falsamente dissero alcuni esse-re gomma dei Pioppo, 0 dei Pino . L’Anime, ehe si porta dalla Nuova Spa-gna si raccoglie da un’Albero di medio-cre grandezza per via d' incisione , co-me Ilncenso , e’l Mastice: e se ne ser-vo no in multe infermitä descritte dallostesso Monardes.
A R T I C. VIII.
Delia Mirra , dei Laudatio , e dellaTamaaca,
I. T A Mirra nasce nell’Arabia ,I a esiportadall’Abexind’E-tiopia , intaccandoli 1’ albero due volte1’anno , come si fa a quello clell’ Incen-so . Lo Statte e quella Mirra, ehe ri-su da spontaneamente dall’albero, e nonha pari in bont;\ . Dioscoride portamoste spezie di Mirra : la Pediasinosmolto graflä ; ma pisi grassa e la Gra-bnreto , perche nasce ne’ luoghi grassi .La Trogloditica , cosi detta dal paese, hasi primo luogo ? ed e trasparente, mor-
dace , e verdeggiante . La Cauealia cnera , come se fosse arrostita . Questa emala: peggiore e 1’ Ergafima secca ,mussata , ed acuta , simile d’ aspetto ,e di virtü alia gomma : pessima ancoraeia Minea, come ri ferisce Renodeo..Si Ioda piu quella dell’ albero coltivato,ehe dei selvaggio: e quella , ehe e fra-gile, leggiera, di colore uguale, costminute glebbe, amara , agra, odora-ta, e rotta mostra ie vene dell’ unghiecandide, e non aspre, come confermaScrodero. Galeno disse, chela Mirrasi converte in Opocalpafo , liquore d’al-bero detto Calpalo , ede veleno morta-lissimo : e PImperato dice aver vedutotra la Mirra certi pezzi di Opocalpajo ,ehe benche simile a quella, nondime-no non e cosi amaro, e sci sili e , e diodore Laurino , come dice aver primaosservato lo Stigliola: ne si scioglie co-si prontamente nell’acqua come la Mir-ra . Vuole perb 1’Imperato stesso , ehegli Speziali avvertano in adoperar IaMirra , come riferisce il Donzelli. Fa1 a vera Mirra in uso di imbalsamare icorpi morti: ed Etmullero disse effereamarissima per la copia dei sale comu-ne volatile, oleoso ,ed aspro ; onde va-le a resistere alia putredine e corruzio-ne . Il suo albero lecondo Plinio e spi-noso , alto cinque cubiti , ha il troncoduro , storto , e piu grosso di quelladeU'Incenso : ha corteccia liscia , e lefrondi simili a quelle dell’ Olivo ; mapiu crespe, e spinose. Il Borgarucciavvisa, ehe si adultera mescolandovigomma infusa in aequa di Mirra i cosiancora con un certo» latticino velenoso;'onde diviene ancora ella cattiva : evuole, £he si debba eleggere quella, ehee nuova , leggiera , jnonda .-Quando sitocca pare aipretta , frangibile , e pol-verizzata sia bianca: e quella, ehe ein pezzi grandi, e di colore alquantorosso, e ’1 suo odore e dilettevole .
2 . Il Laudatio , come dicono Scro-dero , ponzelii j ed «Utri, e un liquo,,
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