De y Corbi odoriferi . Cap. V. 375*
ee» chedurano fette anni - I Chimicicavano da queste noci i Siroppi , gliOlj, i Sali, e i Balsami, come dagli•altri aromati: e de’ medesimi ne tratta.Io Scrodero.
7. Riferifce il Tavernier * ehe nonsi planta la Noce Moscata ; ma essendomatura , certi Uccelli, ehe vanno ividalle Isole Meridionali inghiottisconoquelle Noci intere , e Ierimandano poiienza digerirle : ed allora le Noci co-perte d’ una materia viscosa rimanendosopra la terra producono radici, e di-vengono alberi. Ma le noci poste sotto 1terra, come le ossa delle nostre noci,senza essereprima inghiottite dagli Uc-celli, non germogliano mai. Dice, ehegli Uccelli,detti di Paradiso,sono ghiot-*ti di noci moscate, e vanno a truppe amangiarle : e la forte qualitil stellenoci gl’ imbriaca in maniera, ehe ca-scano morti % e subito le formiche, dicui abbondail paese,.lor mangiano ipiedi. Quindi e la cagione, ehe mainon li e veduto uccello di Paradiso co'i piedi cosi faci 1 mente: e cio non e ve-ro, perche molti egli ne vide co’i piedi}anzi il Contur Mercadante' Francese iitmando uno da Aleppoal ReLuigi XIII.ehe ne faceva conto j perche era bellis-simo , ed avea i piedi - Questa favola,ehe non abbia piedi tale uccello, e con»tinuamente lia in esercizio di volare, ofermarli su gli alberi abbiamo confuta-ta nella Dißertaz. De Animalib. Fabu-losis part. 2. cap. 8. con varie autoriso ,edeiempj". Sono so Formiche in gran-de abbondanza. in aleuni luoghi deil*Indie . Il p. Antonio-Maria FanelliGieluita nel suo Viaggio fatto da Buo-nosayros a Mendozza colla Milsione deiChile, stampato nel Tom. 7 . stella Calle-ria di Minerva , part. 2. colla nostraBtfcriziorie dei medesimo Regno dei, racconta, ehe passarono un gior-nq per un cammino tutto pieno di for-miche : e gli parve di stare nell’ Italiaui mezo d’ una campagna piena di bru-
chi ; sieche trattarono di affrettare ilpasso, per non lasciarsi inpresta di quetfamelici, e tediolianimaletti.
A R T I C. XIV.
Del Zinzifaro , e dei Maßte ei
1. "T~\- Icesi Zinzifaro , GenpevoI J Zingiber : enarrailGar-
zia, ehe il suo fusto colle foglie cresceall’altezza di due , o tre palmi: ha laradice limile all’Iride ; ma non va ser-pendo per terra , come crede AntonioMusa. Quello, ehe nasce iuRazaimper la molta umidittk dei terreno non emolto acuto . Nasce in tutteleProvin-cie dellTrtdia o seminato , o piantato }ma quello , ehe nasce da se e di pocovalore.: il migliore e piu copioso cquello di Malavar, poi quello di Ben--gala: il terzo e quello diDabul, e dibazaim , ehe na Ice per tuttaquella ri-va dei mare . Ve n’e pure nelle Isole diS.Lorenzo , e di Comaro-,, ehe confi-nano coll’Etiopia . Raccogliesi nel De-cembre , e nel Gennajo: e dopo esse-re alquanto secco, si fa una coperta diloto r acciocche si chiudano i buchi, enon faccia tarli .•
2. Etmullero lo chiama radice aro-matica de!Ia spezie de’ Ciperi, ehe siporta dall’ India: e per lo suo saporeacre non e lontano ualla Zedoaria . IlTavernier narra, ehe ii cogliein Ama-dabat in maggiore abbondanza , ehe inniun’altro luogo : ed e quasi jmpolsibi«le a credere quanto- Zenzevero confet»tino per trasportare altrove e ehe sitrova pure nelle Terre des Gran Mö-gest . Mattiolo scrisse, ehe quando nonsi coglie al suotempo, cioe quando lefoglie sono secche , sa tarli : cd allevolte la radice li cava di una libbra }non si profonda piu di tre, 0 quattropalmi, e si por» da Calecut, e dall'Arabia Trogloditica . Girarsto Merca-tore in Ad nnt ' Ccsmgrapji, trattando
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