Delle Acque\MineraU . Cap.Vl. 421
A R T I C. IV.
Delia freddezza , e della gravezzä dell'Acque.
1. T A freddezza dell* acque si fa1 4 talvolta dall’ aria : e le mi-schiate con altre sostanze divengonofredde, o tepide , 0 calde , secondo lanatura di quelle, ehe li mescolano .Cosi quelle, chepassano per li luoghicaldi , o freddi : eil alle volte fono trop-po calde per li tu och i nelle terre vici-ne , per dove passano; perh vi fono ac-que , ehe bollono: altre, chepelanogli animali , ehe vi s’ imrnergono, 0 liBagnano \ ma feriveremo e defla Neve,e del Ghiaccio, e delle acque Termalipiu distintamente ne’ segnend Articoli.
2. La gravezza delr acque e cagio-nata dal mescolamento delle sostanze:e tanto piu saranno gravi , quanto piusaranno mescolate ; pero sono piu gra-vi delle semplici: e le dolci vanno so-pra le marine ; cosi le marine fopra lealtre di maggiore mefcolanza. Perciballe volte i humi vanno fopra i laghi,come 1 ’ Abdua al Lario , il Rodano alLemano ; o i riumi fopra i fiumi, come1 ’ Arfania al Tigri , quando goniiando«si efcono dal proprio letto.
3. Le acque graste, e bituminösefopranuotano alle dolci: le milchiatemeglio fostentan® i peil, ehe le lempli-ci, come si vede nelle falle , nitrose,aluminose, e simili: c pid gravi fonoquelle, chehanno fughipetrigni. Leacque dolci ancora dirterilcono tra loronel pefo , e le piu leggiere fono piu sa-ne: ed alle volte le stelle acque d’inver«no si lanno piu gravi, pcrche il freddole restringe, e condensa . Le acque ve-loci , come dice 1 ’ Imperato , ipintedalla continua fuccellione dell' altre,fopranuotano ancora alie stagnanti: equanto pisi grave e la materia , chccoli aequa li uni Ice , tanto pin le cofeposte a »uoto vi vanno leggieje > pej-
che secondo i Matematici , ogni pesoposto dentro 1’ umore tanto si uifonda,e tanto luogo occupa, quanto P uniore,ehe sia in uguahta di bilancia coi pefopostovi j onde fe il peso gravasse centoIibbre,affonderebbe nell' aequa per tan-to luogo, quanto farebbe occupato dacento hbbre di aequa . La materia gra-ve piglia minor luogo,e cento libbre diaequa falsa pigliano minore spazio dicento di aequa pura j cosi moltopiuassonda il peso nell’ aequa dolce, ehenella falsa.
4. Riferisce Luca-Antonio Porziödotto Filosofo Meccanico , e Materna«tico la sperienza fatta in Roma dalConte Luigi-Ferdinando Marsi Ij Ca-valier Bolognese nel 1681. in sua Di e-se nz a . Dice nel 3. Discorsn Accadem.ehe pofe il Conte in due casse contigueduespeziedi aequa: in una la dolce ,nell’ altra la falsa , ugualmente altenelle casse e mentre queste due aequanon comunicavano iniieme , e non (3toccavano , le loro fpecific/ie gravitinon si cimentavano . Ma apertasi lavia per unforame nel loro fondo da po-terii coccare esse iniieme , subito le dol-ci cominpiarono per un canale a scorre-re come un Hume fopra le sal se: e neimedelimo tempo le acque salse sfor-zando le dolci fecero per di fotto unacorrcnte diversa , e contraria a queiladelle dolci fovrana . Mostra ancoranello st esso Difcorfo , ehe talvolta djf«ficilmente si milchiauo le acque falsealie dolci, bifognando, ehe vi coucQr«rano molte circostanze.
A R T I C. V.
Delie Victu dell’ Acque .
u O Piega ancora l’Agricola, ehe
j J le virtu diverse dell’ acquesono cagionate dal diverso mefcola-mento stelle sostanze , onde le acqueistfettate fsa clalazioni pestilenti am-
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