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Tomo II.
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Delle Aeque TAbicfaU . Cap.JH. 441

fcmgue a distribuirst nelle parti dei cor-po. Sono le sue qualitä, 0 ehe si beva , oehe tuori si adoperi, d’ inumidire,e rin-frescare : e beuche come aequa il corponon nutriscaj ma sia portatrice solo deinutrimento , come Ippocrate , ed nitrihan detto , ne pub forcificare la virtiivitale »almeno appetendoli 1’ alimentoa’ minimi pori degi’ intestini con piufacilth cnnduca . Önde 1' uso e di pren-dersi il cibo, e’l be're : e quanto e piupura , e semplice , a conservare il cor-po piu atta li rende. Aequa pura per6,e semplice non pub darii ; perche hasempre particelleeterogenee iecondo laVariet;\de’luoghi.

2. Disse Ippocrate de Aere , aquisloc. ehe quisquis sanus est, ac valet ,ts nullum discrimen faciat ; sedsempeream, qua: prasens est, bibat . Fannorondimeno distinzione gli Autori dell’aeque: e convengono tueri, ehe la bon-ttk loro si conosce dall’ odore , dal calo-re , dal sapore , dalla leggierezza , e dalricevere il caldo , 0 jlfreddo. Ottimaperb li stima quella , ehe alia vista echiara , lucida, priva di odore, e sapo-re, leggiera , e sottile. L’ImperatoHb. 6. cap. 16. porta I' opinione di Ru-so t ehe si debba approvar quella, eheha sapore conveniente al gusto, e di cuigli abitatori ne hanno huona fperienza:quella, ehe presto si scalda , e li raffred-da : ehe presto cuoce la carne , e 1’ altrecose: e ehe ajuta 1 a concozione de’ ci-bi nel ventre . Ma quella , ehe nel sa-pore ha astringenza , o salsezza, o nitro-sitä , ogrossezza , 0 altra tal qualiti dalgusto conosciuta, e stimatacattiva. Co-si se ha odor grave, se ha sopra unaCOperta a guisa di panno , se fa reliden-za puzzolente, e foda, se a’ vasi di ramelascia attaccate pietruzze, se nutrisceluignatte , 0 altri simili piccioli anima-li, fe e paludosa, ferma, se e di minieradi oro , 0 di argento, di alume’, di sol-so » 0 di a soa iimil cosa . Cattiva e si-mihnente quelia, ehe ha capillamenti,TcmJl. r

e radici di erbe , e quella , ehe e vicina'alie aeque naturalmente cnide $ ma lo»dano alcuni quella, ehe passa per mi-'niera di oro • Vuoleoltnidici6 1 Impe*rato lib. 1 . cap. iL.ehe le i sonti corra-no , si debbano osservare gli Uomini,ehe abitano d’ intorno , ehe sattezza de’membri abbiano , se di occhi netti, seil fosso sia di nuovo cavato : se posta 1’aequa nel vaso di rame , non tara mac-chia: se bollita non lascia nel fondoarena , o limo : so j legumi posti collastelsa aequa al fuoco , presto vengano acoctura: se nel Fonte e limpida, e chia-ra: se non vi nasca mosco , o gioncovne sia il luogoimbractato di alcuna ma-teria , ma netta : questi sono segni diaequa sottile, e buona . Dice Ruso, ehele Colline, e i Monti hanno 1 ’ aequepiu pure , piu sottili , di migliore odo-re , di sapor piu loave ; ma de’ Montiterreni sono 1’ aeque migliori, e nondure i Monti de’ lalli hanno 1 ’ ae-que peggiori, cost nella durezza , co-me nel rreddo : e sono nondimeno piudell’ altre pure, e non fanno relidenza.Quelle,ehe sono calde , e fredde secon-do la stagione, sono peilime, ma le Spe-lonchc profonde d’inverno hanno 1’ ae-que calde , e d’estate fredde.

q. Per purificarsi )’ aequa vuole Vi-truvio , ehe si faccia conferva , rice-vendo 1’ aequa-de’ tecti, o di altri luo-ghi piu alti: e se si faranno piu conser-' ve , linche tracolando 1’ aequa dall’ unaali’ altra li purghi , ne verrä 1’ aequapiu sana j.perche avendo il limo como-ditä di risedere , 1’ aequa li fa limpida,lascia ogni odore strano , e conserva ilsuo sapore . Ateneo scrisse , ehe 1 ’ ae-qua ancora si purifica c.on gocciolariusati in Alessandria i onde dailegoccie,ehe di continuo cascano , 1’ aequa dal-le feccie si separa. Si purifica ancora percolatoj o semplici, o doppj, o piu rad-doppi ati ’ ma sono alcune aeque , ehebenche colate, ritengono lecattive qua-lita, ehe da’ corpi elbanei 'avean »r».

Kkk so.