44* TßorJelle Gemmei e delle Pietredi Giacwto Gimma.Ub.Vl.
so . Rufo vuole» ehe 1 ’ aequa lia cottain vali 'di terra, e cotta, e raffieddataIa notte , di nuovo riscaldata si beva.Galeno ancora disse, ehe le aeque palu-stri , e puzzolenti, o ehe abbiano al-tra qualiti » si debbono colla cotturacorregoere: e ehe si suole eziandio 1’ae-qua piovana riscaldarsi , e dopo raffred-darli, benche pura si vegga» e senzamancamento nell’ odore, o nel sapore,o nel gusto » mentre si riconosca e stertarda a digerirsi, o dia molestia al ven-tre . 11 caldo diffondendo la sostanzadei 1’aequa larende piü abile alia se-questrazione •- e mentre si rasfredda, lasostanza terrena , ehe era in essa, collanatural gravezza calando al-fondo fa re-sidenza , e I’ aequa pura va sopfa . Male dopo esser cotta , freddisinna si vuolrendere , si met ter a la neve intorno 11Vaso ; o si metterä II vaso ne’ pozzi, onegli aquidotti , con diligenza chiu-dendolo; non dei tutto pero riempirlo»acciocche 1’ aria , ehe resta tra ’1 coper-chio , e 1’ aequa , pigliando la fredaez-za, la cornunichi ali’ aequa dei vaso.Si purga ancora 1 ’ aequa , facendolapaflare per tusi , per arena , o per vasidi creta , ehe sudano : e quella , ehepasta per Ia creta » e sabbione sottililli-mo , come appieno purgata , e salubre:e vi sono varj altri modi di filtrazrone,diversamente usati . Dell’ aequa perlambicco drstiUata secondo 1 ’ Imperatonon S quella della pioggia diflimilejperche ambedue si raccolgono'da’ va-pori generati dal caldo» e di nuovocondensati cTalia freddezza.
4. Prova it Primerosio De Error,vulgi in Medicin, lib. 3. cat>. I. ehe inogni luogo vi posta effere aequa buonaj.anche ne’ paesi freddi: e chiama erroredi coloro » ehe dicono effer crude le ae-que d’ Inghilterra , e meno sottili: eialutevoli quelle della Francia , dellaSpagna , e di altri paesi caldi; perchenon puM’ aequa ricevere lasuapuri-
pena passa i tetti delle Case . Stima eo»altri piu tosto, ehe si debba accusareil sreddo , o ii calore socterraneo : e seil calore e temperato , 1 aequa divierccotta; se gagliardo , ella escefuori : sconcede , ehe posta alterari! 1’ aequadalla freddezza dei? aria , quando e ca-vata dal fonte ; o dal modo di colare;onde la piu colata e migliore••Altro er-ror di coloro afferma esse te nel credere,ehe le aeque condbtte per canali dipiombo lieno dannevoli per Ia cerussao biacca , Ia quale vi nasce allai perni-ciosa , come si vede negli Artesici, eheil piombo lavorano , i quali divengonopallidi » a molti morbi soggetti: e lostesso Galeno 7.De MetUcam.secundumlocos , anche disse , ehe i canali dipiombo cagionano dissenterie per le ae-que , ehe prendono porzioni di piom-bo : e ehe i Medicamenti conservarnon si debbano ne’ vasi di stagno , ilquale suo? eifere adulterato coi pioin-do . La sperienza esser contraria a’ terri-pi nostri disse il Primerosio ; perche iGermani, i Franceli, gli Ofandeli, edaltre Nazioni usano le canne di piom-bo senza danno; mentre Ia cerussa nonfacilmente si cava colla forza dei? ae-qua pura; ma solo colla forza deglilpiriti acidi , come sonoisughi de’li-mo n! , dei? aceto » e simili. Le palledi piombo luugo tempo 1! portano nelcorpo senza danno; ma le canne di Me-* talio sono biasimate da Vitruvio lib. 5 .caf. 7. perche mandano fuori Ia ruggi-ne, ehe rode gl’intestini; onde si lo-dano quelle di creta cotta, o di Iegno.
s. Da 11 ’aequa dei Mare cavarsi I*dolce dice Olao Magno lib. 9. cajr. 1 4*essere anche uso ne’ suoi paesi dei Sep-tentrione , distillandola ne’ vasi pienidi arena , e piu volte passandola ; ondeVI trovano aequa dolce atta ad ogniuso: e questa semplice arte fu ivi da al-cuni Nobili di Venezia usata, i qualiabitavano nell’aeque salse, e nel? al-
ta , 0 eruditi dal Sole, il cui calore ap» ga: S1’ impararono da un’ Alchimist»,
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