Dells Aeque Minerali . Cap. VI. 44 ;
Aristotile, e Plinio insegnaronoa sarsimolte botti sottili senza bocca , o (pi-raglio , e mettendole nel mare dentrole icti , o in altro modo , per lo Ipaziodi ungiorno naturale si troveranno pie.ne di aequa do Ice ; e cosi dicono anco-ra co’ i vasi di cera , e con altre indu-strie , delle quali non polliamo qui farraccolta. 11 Majolo Tom. j. colloqu. 10.porta alcuni modi scritti da Plinio lib,%i.cap. 6. nel fine*, e ne scrjffe pureAristotile hb.%. De AnimaLcap. 2. e nellib. 6. Meteor. De’ vasi di cera cosl lie-gst atti Filofofici defla Societä Regiad’Inghilterra ann. 166s. Mens. .De-cembr. rumi. 7,$, 6. si legge: Si cereumvas concavum undique impervium de-mergatur in mare , vel quamvis aliamaquam falsam , implebitur vas aquadulci ,sale exterius manente, Difendo-no molti Moderni, ehe non posta 1 ’Aequa dei mare farll dolce per filtra-zione : e cib pure attesta Luca-AntonioPorzio nel 2. Discors. Accad. verso ilfine . Cosi hanno altri anche fperimen-tato , ehe ne meno ladistillata sia dol-ce, benche paja tale al palato i poic-che bevuta da molti , cagionava ardorid' orina , ed altri mali per Ji suoi sali.
A R T I C. XII.
Dell' tifo Peli' Aequa calda , e dellaf, edda.
«. Opo la Scelta dell’ AequeJLJ consideriamo 1’ uso dell’Ae-qua calda, e della fredda * ma per oratralasciamo a’ Profeffori della Medici-na il contraibo, (e pili 1’ uno , o 1’ altroiia a’ morbi giovevole . Non vi e dub-bio, ehe sie no antichi ambidue: e gliantichi Medici ancora molto n’ hannostritto ; ma qui restringendoci a darnequalche notizia, non pensiamo dilatar-ci nel ia questione ; poicche n' avremomaggior comodo nel Tratfato delle Re-vattae, o in un’ alua opera parti cola-
re , in. cui ha pur luogo questo argo-mento.
2. Appetiscono gli Homini, e gl{animali i liquidi, acciocehe servir pes»sano cosi per distrjbuire dentio il cor-poil nutrimento , come a Cavar fuorigli escrementi il ehe diffe congii altriRtnmllero . Questo appetito, ehe si ap-pella Sete , e dato dalla Natura ali’ ae-qua anche pura, e semplice ; benchamolti vogliono , ehe non si dia aequapura i poicche quella , ehe sta sopra laterra e jeinpre macchiata da’ vapori, edair.esalazjoni: e quella sotto la terraha sempre porzione di terra , comediffe il Santorio in primam Fen lib. i,Canon. Avisen. qu. it Quella perb, ehee meno macchiata, e lemplice viene.comunemente appellata, e veicolo,seonduttrice dei nutrimento , come ab«biam detto nell Art. 1 1, e coi suo.me*zo si conduce a tutte le parti dei carpo;ancorche 1 Aequa stella non posta veru-na parte nutrire i ma solo distribuire 1’alimento , come iliiie Galeno , r i lentoda Francesco Valieriola Loc. Medie .cormnttn. lib. 2. cap. 7. e convengonoi Medici tutti. Gli Homini pero coli'arte congiungono il nutrimento , e '1veicolo in maniera , ehe si rende anchenutritivo cömeeil vino, labirra, ele altre bevande composte . L’ uso dell’Aequa semplice, di cui qui trattiamo,pub effere o della calda, o della fredda.
q. Usarono i Romani la bevandadell’Aequa calda per delizia, e perlusso , come diffe Lipsio in EleStis lib .1. cap. 1 3. e ne fauno menzione SenecaDe Ira lib. 2. cap. 2. e Cleinente Ales-sandrino 2. Fadagog. Crede Plinio lib,j 1. cap. 3.effere stata invenzione di Ne.10ne Imperadore cuocere 1 ’ Aequa, ecotta metterla in vaso di vetro , e poinella ne ve per rmfrescarla ; percheogni aequa cotta e piü sana : ed e me«giio raffreddare la calda , ehe la fredda»come diffe . Mercuriale stimb, ehe gio-vaffe alia stanchezza, ed a varie neces«K k k z sita