Delle Aeque Minerali . Cap. VI. 445
perche il freddo e nemico ali’ ossa , alpetto , a’ nervi ; e perche la bevandafredda subito nello .Itomaco li riscalda,e perb giovare non possa . Egli perb se-gue la comune lentenza per 1 ’ ulo Me-dico , da cui dice stabilirsi nelle Scuole,ehe ne’morbi freddi giovi la calda, ene’ caldi la fredda . Actesta, ehe cibinsegnb Ippocrate De Diaeta 41. e loconfermb 6. Ep. Com. 3. t. l6. e eheGaleno i.Metb. 4. al ventriculo rilcal-tlato concede 1’ aequa colla neve: e ehequelche Ippocrate s. nphor. 18. dide:Frigidum inimicum ojsibus , nervis , ce-rebro ,spinali Medullae , li debba inten-dere dello liuoderato, come lo spieganell’ (tpbor. 24. dello ltelso libro . Rife-risce quelche difle il P. Maffei, ehe gl’Indiani colla sola aequa calda li preser-vano, e li liberano dalla didillazione:e poi egli bialima 1’ aequa gelata , e latepida e vuole , ehe salsa mente si dicamale della bevanda calda , perche idanni, ehe li spiegano , non dalla cal-da ; ma dalla tepida cagionare li poiso-«0.
6. Tra quei, ehe biasimano 1 ’ usodella Neve, Simone Majolo Dier.Canic.Tom. 1. Coli. i. Ii maraviglia di alcuni,ehe mostrano inimicizia coi propriocorpo , ehe avendo la Natura sempre laNeve ne’ loro luoehi collocata , ellinon solo vogliano di esla , e d’ inver-r,o averla vicina : ma beverlacon som-ma rovina dei corpo , e li affatichino alungo tempo confer varia colle paglie,come dice maravigliarsene S, Agoltinode Civ.Dei lib. 21. cap. 4. ed lsidoro lib.17. cap. t. Etimol. Si diffunde poi nelCollotju. 16. a moilrare , ehe sia 1 ’ulodella neve dannoso: e itima, ehe la be-yanda 1 red da in niun modo giovar pol-ia i poicche Pomponio Leto dotco, e divita moderata di anni settanta moriper la bevanda di vino freddiisimo, ehe°pprefle il calore dei ventricolo : e cosiPietro Crinito nell a Villa di PietroMartello bagnato con aequa fredda per
ifeheizo , come narra il Giovio negliElogj . Porta 1 ’ opinione di Galeno Decibis boni , & mali succi , cap. 1 :>. c he labevanda colla neve rafffeddata giovarpolfa agli ozioli, ed a’ giovani nell’eilA , per correggere i cibi di mali su-ghi; ma che a coloro, che si affatica-no, e nell' etii avvanzata cagioni mor-bi negli articoli, ne’ nervi, e nelle vi-scere , difficili a curarli. Loda il senti-mento di Antonio Persio , che approvfj1 ' uso degli Ancichi, di avere nelle Ta-vole le bevande calde, per conservar lasalute : e dice , che siano la Neve , e 'iGhiaccio giocondi alia villa , ed al tat-to , e per rinfrescare il langue ne' tem-pi caldi.
7. Disende il contrario Giorgiodalla Torre Professore nello Studio diPadova in DiJJert. De Aeris , & Aquas,nat. cap. 6. in sin. e vuole, che 1’Ae-qua fredda bevereli debba, come laragione cio persuade j perche secondoAristotile la Sete e il desiderio de 11 ’ u-rnido , e dei freddo : e dal caldo , esecco nalce moleltia . Afferma eiferepili comune la sentenza , che la fred-da bever si debba; anzi la piii certa , ela migliore alPUomo sano , e di iloma-co sermo, per la sete: e perluade , chequando vi e calore in tutto il corpo , odal Sole, o dal cibo caldo , odall’eser-cizio , li polia cialcheduno servire del-1 ’acqua assai fredda . Dice , che la mo-derazione nel bere , e la conservazionedella vita , che si dee al freddo , riget-tano le ragioni contrarie : e de’ Giap-ponesi scrisse , che il loro colhime nonpub esse re di regola , perche a loroconvenga 1’acqua calda ? perche hannoaeque crude, eia consuetudine*. Japo-nenfibus aut aquarum Cruditas , autconsuetudo accedit? quorum norma haudconvincit ; humidum enim siccum di-luens calorem remittit.
8. I Giapponcsi veramente nonhanno aeque crude ;.anzi il P. Bernar-dino Ginnaro Giesuita nel Saverio O-