446 Ißor Jette Gemmeae dclle Pietre di Giacwlo Gitmnn.TJib.Vl.
ricntale , lßor'te de' Crißiani del Gi ap-pone Tom.i.part.i. lib.i.cap.iy narra,ehe ivi le acque {’ono sottili, leggiere,e salutifere . All’ acque fresche da her?Ia Natura ha aggiunta in varj luoghiabbondanza delle calde , e miheraliper rimedj di varj rnorbi. L’ aria e sti-mata conmmemente buona , e 1aua;onde le complelfioni de’ Giapponesisono ben temperate , e per lo piü diperfetta sasote , e 1’ ajutano aneor’ dlicolla parsimonia , e regola del vivere iperlocche passano per le frelche , e ro-buste sorze j settanta anni . Nel Cap. 1 4.riferisce , ehe la loro bevanda comune-Tncnte e di aequa naturale ; jria bencalda: ehe il vino ivi non e in uso jperche l’uva non e sugosa, ne puo con-I'ervarli ; pnde i Sacerdoti Europei per'celebrare adoperano il vino condottodall’ Europa , o dalle Indie , Trattapoi della bevanda del Ciä usata in tut-te le parti Orientali , stimata preziosa,e comune nelle Mense per compimen-tO di delizie nel fine del mangiare, enelle conyersazioni. Deseri ve le virtudi essa , e ehe II fa di un’erba , 0 arbu-sti no , delle cui frondi ft vagliano iGiapponesi , e i Chinesin ma nel Tun-chino , e nejla Coccincina della radi-ce- Si persuade , ehe nella Compoli-zione detta Cioccolata , ehe piü postodir li debba Ciaccolata , jl principaleIngrediente sia il Ciä, egli efsotti so-no limili ; anzi affitto gli stelli : simi-le il modo di adopcrarlc . Queste duebevande perb^ sono senza dubbio diffe-renti ; perche la Ciä li fa dalle frondi ,e la Cioccolata da’ frutti , come sonoJl Cacao , la Vainiglia , ed altri - Piutosto la bevanda del Ciä e limile aquel-la dell'Erba Te ; perche raeconta il P*Nicolb Trigauzio nell’ Entrata de' JV-dri della Compagnia di Giesh alla Cina,lib.i. cap 5. cne la bevanda de’Cineli,de' Giapponesi, e de’ Popoli vicini edi frondi detta Cjä , le quali sicoglio-nocli Primavera , II leccano ali’omora,
e le conservano per cotidiana deco-Zione , Ja quale poi quasi del continuobeono , non solamente a tavola i maanco quando alcuno amico vä a viii-targli , sacendolo bevere piu volte .Si beve calda » o piu tosto li sorbisce:ha una certa temperata ajnarezza , esalubre , ed usata affai a molti bilogni.Due , 0 tre cucchiaj della pulvere Hel-le frondi II mescolano nel bicchierocon acqtia bollente, ehe li beve. I Chi-nesi pongono ancora parte di queste so«glie in un valo di acqua bollente, laquale risgaldata li da a bere . Di questabevanda ne fa menzione il Botero nel-le Rglaz. univ. part.i,vol.2.lib.i.epart.2. lib.i. dicendo , chedal riso fanno vi-no 5 ma nel bere la loro delicatezzaconsiste peil’ acqua mischiata con unapulvere preziosa , ehe elsi chiamanoChia : e cosi pur dice il Magino inGeograph. l‘tol om.
9. Non II possono dunque recareper escmpio Je bevande de’Popoli O-riencali , perche non sono di sempliciacque ealde ; ma di acque composte ,come Ja Cioccolata , il Cafe , 1 ’ ErbaTe , ed altre : e ’l P. Eufebio Nierem-bergio in Hiß. Natura lib. i s- cap. 22.ne delqrive molte differenti , cne davarie piante nell’ India fi formano , esono assuefatti a beverle calde . Gliesernpj del Doleo, ehe il Duca di Brun-suic abbia ufato di bere acqua calda . ecosi altri Popoli, saranno di limili be-vande composte : ed anche delle acquefredde , e composte li e introdotto 1’ u-so, come sono i Sorbet di varie spezie,Gli altri esempj del Majolo , ehe Pom-ponio Leto lia morto per la bevanda divino freddilsimo: e Pjetro Crinito ba-gnato d'aequa fredda , niente provanocontro 1’Acqua raffreddata cosia neve jperche le treppo fredde , e gelate sonod annoso ; e recaremo altri esempj si-mili . Castro del P-Maffei , ehe gl’Jn-diani coli’ acqua calda li liberano dalladistillazione, iyente ancora prova; per-