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Tomo II.
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4/6 Istor Jette Gemmeae äelle Pieire di Giacinto Gimma. Lib.Vl,

ehe volgarmente se ne ragiotia . Pisan-dro difle , ehe i ßagni caldi rieevero-no il nome da Ercole ? perche a iui af-saticato , e stanco fu da Minerva ap-parecchiata l’acqua calda ? o perche daVulcano glifu posta P aequa bollentenaturale in luogo di gran dono , secon-do Ateneo . Omero , ehe tra.gli Scrit-tori Greci fu antichiliimo , in varjluoghi de? fuoi libri ne fa menzione:e nell’8.dell’(W/^/e7r dü loro luogo tra ledelizie . Quando la Grecia comincib adivenire illustre, i fuoi llomini dottilafeiarono memoria de’ Bagni , comePlatone, Aristotile, ed altui, perche‘ifaveano 1 ’ufo : e da’ Greci lo prefero

i Romani ; onde affermano Varronenel libro de' Nomi antiebi , e Vitruvio,ehe i Romani edificarono i Bagni ad e-mulazione de’ Greci . Ignoto ancora e

ii principio de’Bagni peri’ uso dellaMedicina; ma Ippocrate riferisce 1 ’ ri-so di effi , comedi rimedio (alutevole,e spelTo prati cato al suo tempo. Furo-no celebri appo i Greci i Bagni Ercola-ni in Tennopile Monte della Grecia ,come ne fa menzione Livio : i BagniMnpnesj appo Aristotile : altri nelia Bi~tinia secondo Plinio, ne’ Liceti altrine’ territor]' di Mitilene , ed in varjluoghi dell’ Italia , e spezialmente diBaja , di Pozzuoli, e di altri luoghi,,come ne fa menzione. Giuliojalblinolib.i. cap.^j. ed <J.

s. Le aeque calde , ehe escono con-tinyamente dalla terra , sono .mesco-late variamente, altre conteuendo sol-fo , altre le pietre , o la terra, o la cal-te , o aRri misti, coi cui mezo Ii ren-dono giovevoli nell’ uso Medico , Boo-me dice il Fallopio . Sono o tepide , ocalde , o ferventi; e sono ancora diver-samente colorite: ed.banno un saporedi solfo , o di altro Minerale , e 1 ’qdo-pc eziandio . Sono ponderose , ed inu-tili pok li cibi, o per lo bere ; anzi dan-nole a’fani , perche le Terme per lopiri seco portar sogliono. certa. l^Jibia, o

certe parti terrestri corrose »le quali inmateria tofacea si rifolvono , atta acoagulari!, ed unirli nel corpo : e co-si impedir polfono i vali, e i meatidelle viscere , come disl'e Etmullero-.Sogliono esser vicine a’Monti , o nel-le radici i perche da alto difeendonoe 1'pelfo colla forza dei calore sollevan-doli i vapori umidi dentroi monti stef-li, in goccie fi rifolvono , le quali ac-crefcono le aeque Termali, ehe fcor-rono di continuo . Cessano alie volte, operche dalle umiditü non e nuova ae-qua generata , o per altre cagioni : ele aeque altra via prendono ne’ luoghifotterranei .

6. La quaiita delle Aeque Mine-rali eben diversa secondo la varieta de’luoghi, e della materia ancora, da cuisono alterate ; scorgendoii di varia na-tura, e vaievo'li aprodurre varj effet-ti ne’ morbi, secondo la costituzion*de’ paeli ; non essendovi quali ai Mon-do Provincia , in cui limili aeque nonii veggano . Ne’ FoMietti Letterarj AUbriziani ntttn. i?, de’ 27. Marzo 1724.lilegge, ehe Ant. Duport nelle £>/ne-Jtion. Medie . circa Thermas Borboniens.trattacon brevitä il suo punto j tntta~volta procura indarno di dar pr e ferendaalia francia , esaltandola cnpiosa dicinquanta salubri Fonti z quando laGermania 'ne gode centoventi , ed ottan-tasei la moltopiupicciola Italia . Se condiligenza numerate le Italiane saran-no , li trovera senza dubbio maggioreil suo numero, emoltopiii delle cin-quanta , per cui ii Duport ha volutodare la precedenza ; essendo 1’Italia as-sai abbondante di aeque tali; perchemolto abbonda di fuochi, e di mine-rali , e di altre generazioni sotterranee.Ne’ Bagni antichi di Pozzuolo Gio-vambatista Elisio nelcrifle di trentaseidi elli , come riferisce Benedetto diFalco: e Plinio, e Cicerone cHama-rono Pozzuolo Ia Reggia delle Aeque:e ehe gti ave/sero contuli, e roth gh

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