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Tomo II.
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Delle Cavente, e delle Acquesotterranee.Cap.Vl.Art,XIV. 46zketce miglia distanti da Granata . Dice, varie misure : e porta ancora le diver«

ehe ivi ne’ luoghi sotterranei si nascon-de il suoco, a cui sono pabolo l’alume,il solio , e la vena di bitume, da’ qua-li riscaldata la terra , manda un vapo-re assai caldo a’ luoghi superiori, ovele acque, ehe s’incontrano, bollono an-cora nelle loro vene , e cosl calde scor-rono , e giovano agi’ infermi, ehe leusa no ne meli di Marzo , e di Settern-bre . Narra eifere le steife numerate tra’Bagni nobilissimi della Spagna , i cuiRecon grandi speie le hanno satte co-inodeaH’uso. Fapoi menzionedi a 1 -tre acque calde , e De Balneis Ledefinre,in un Monte distante circa mille passida Salamanca , ne’ quali il Moro, des-to Gesa, vi fece 1’ edificio . Cosi trattaDe Balneis Bejara , ehe sono in unMonte gelato , e iempre nevoso : e so-no due acque non molto distanti tra lo-ro , una fredda , e 1 ’ altra calda . Nonmolto lontano dice effervi un Lago ,ehe da segno della sutura pioggia, o*- a ~ con un suono nell’ aria limile

tempestaal

mugito

dei Bue, ehe si ode spe stoventidüe mila passi lontano con mara-■viglia.

A R T I C. XIV.

Delle Caverrte , e clelle Aequesotterranee .

x. Qt Ono la Terra , e 1 ’A equa co-si tra loro unite, ehe for-mano ambedue il Globbo Terraqueo:ed hanno un centro cornu ne , il qualee ancora centro dell’ Universo . Il suogiro e assegnato di 216000. miglia Ita-Jiane , come suppongono ValentinoOttone, Pie.tro Appiano , il P. Igna-Zio Dante , Ticone Brae , il P. Cristo-foro Scheinero , Giovanni Caramuele,b P. Giovambatista Riccioli, AndreaArgolo , edaltri Astronomi'• e’l P.Cla-vio in S'ph<cr. Sacrobosc. cap.x. infin ■ d.\le regole per trovare lo steffo giro colle

se opinioni di molti, colle Tavole .

2. Ha la Terra non solo le su e Ca-verne sotterranee ; mai meati, e con-dotti , per cui scorrono le acque: edanche occulte strade si fanno per pene-trare le parti di essa . Disse Seneca lib.1 •Qua.st.nat.cap. 14. Non tota solida con-textu terra in unum usque fundatur Zsed multis partibus cava , & CKCis su-spensa latebris , alicubi habet inania si-ne humore . In piü luoghi pero dei Lib .3. lcrisse de’luoghi sotterranei. CoslDel Cap.%.Quidam existimant, quemad-modum in exteriore parte terrarum va-sta paludes jacent , manni &• navigabi-les lacus : quemadmodum ingenti spa-tio terra maria porreBa sunt , it fastvallibus : fic interiora terrarum abun-dare aquis dulcibus , nec minus illasstagnare , quam apucl nos Oceanum , es*fimis e jus : imi eo latius , quo plus ter-ra in altumpatep . Nel Cap. 9. cio purespiega , dicendo : aijunt habere terramintra se cavos recessus , & multum spi-ritus : qui necestario frigescit , umbragravi prstiis . Deinde piger , &• immo-tus, in aquam, cum se desiit ferre , con-vertitur . Quemadmodum supra nosmutatio aeris umbram facit , ita in-fra terras flumen , aut rivum agit . Su-pra nos stare non potest segnis diit &• gra-vis. Aliquando enim Sose tenuatur , ali-quando ventis expanditur . Itaque in-tervalla magna imbribus sunt . Subterra veri quidquid est , quod illum inaquam convertat , idem semper est »umbra perpetua , frigus sternum , ine-xercitata denfitas.

1 . Lo stesso. Seneca nel Lib.^.Qusstlnatur, cap. 1 s. lungamente di cio ter is-se e somiglib al corpo umano la Ter-ra , cosx dicendo: Placet Natura regiterram , <5“ quidem ad nostrorum corpo-rum exemplar , in quibus & vena sunt,& arteria : illa sanguinis , ha fur itusreceptacula . In terra quoque sunt aliaitinera , per qua aqua ; alia , per

queo