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Tomo II.
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De' Fttocbifitterranei ,e de'Tremuoti . Cap. VI. Art.XV, ■’ 47 f

ison arde . Di quelche fi bnicia porta prova Maignano.quattro differende cleile parti -.altra L 8. H Calore e pur fuoco , non si ac-cende , ne luce ; ma come la luce si dis-

altra si risegail fumo:

mutata , altra si muta ,da quelche e mutato , comealtra si lascia, come la cenere . Ne’Minerali tutte le spezie de’ fuochi siavverano ; anzi ciascheduno di essi piu

fpnde ; cosi alcune aeque calde produ-cono gli effetti dei fuoco , icaldandola carne, e le pelli degli animali} oia«de nasce dal fuoco o manifesto , 0 rac-

o meno si accende, seconsto ehe con »chiuso. Tutti i corpi misti perfetti con-altro si mescola : ed acceso , piu l’uno - • ■ ’• r

dell’ altro dura . Cosi il folfo da le lo-lo beuche subito si accenda , poco du-ra ; ma piu , se e unito con altro mine-rale : e la Nafta posta sopra il fuoco,anche distante im palmo, ii accende*ma presto si con sum a. Tutti i Mistiquanto piu sono solfurei, tanto piu alfuoco sono disposti, come le cose gom-mose , resinose , e solfuree ; cosi i car-boni follili, 1’ antimonio , il sale ara-moniaco , il salnitro , e simili.

7. 11 Fumo e fuoco , ma impuro: e

disse Aristotile 4. Meteor, dser misto diterra, di fuoco , e di pura aequa , eehe sia fuoco non apparente ; perb nel-le gomine , e reline accese , celsando laflamma , il fumo apparilce ; onde e unvapore di fuoco,ed un fuoco non appa-rente. Accostandoli la flamma li accen-de*cosi nel fumo di una candela accesaedestinta,la flamma avvicinandosi si at-tacca nel fumo stesso : e eso avviene nelfalnitro,nella cSfora,nel folfo,nella car-ta, nella polvere da Scoppio, ed altre co-se, di cui il fumo li accende . Dal legnoacceso »come da un fonteescono gli ali-ti pingui , e ’1 fumo manifesto j masono gli aliti racchiusi nelle parti gras-se , e tenaci; e perb non si manifestanoali’ occhio * e cosi non luce il fumo,ancorchr di bruciare abbia forza ; nonmandandosi da lui ali’ occhio i ragpiproprj. Ma speffo nel furno lontano al-quanto dalla flamma si veggono le scin--tilie di fuoco , 0 fiammette * perche daquell’ umido pingue, in cui il fuocoicorre , esce qua! ehe porzione degli spi-riti purgati, ehe all’ occhio in forma diiuoco, qual sono, si presentauo, come

tengono insesteili porzione di fuocoje perb stropicciati danmo il calore}perche dal so stropicciarsi gli spiritiignei si ivegliano , e scampano ; cosicoi moto il calore si eccita e sveglia.Aristotile lib. 1. Meteor, chiamb il fuo-co un’ ecceffo di calore. La Calcina hail fuoco : e postavi 1’ aequa mostra ilfuoco , e manda il fumo, e bolle , ben-ehe non moliri la flamma , la quale an-cora fa talvolta apparire . Ilfienonuo-vo prima ehe si secchi a bastanza , rin-serrato, se per qualehe cagione si umet-ta , cosi li riscalda , ehe prima mandafumo , poi in flamma li risolve , comapur diffe Maignano/» P hilos. Natur#cap. l^.prop. 3. Tutti i corpi misti Han-no fuoco * ma in molti non si vede; pe-rb li fa coi tatto alie volte sentire,quando vi e il moto . In un fasso fred-do non si conosce il fuoco ne coi tattocoi calore , ne alia vilia colla luce * male beneestropicciato , il calore (i sen-te , e non fi vede * ancorche sia fuoco.La luce muove 1 ’ occhio : e quando ilfuoco non ha luce , non sivede dall’oc-chio . Hanno fuoco tutte le cole , ehedi bruciare hanno forza : hanno ancorail calore ; ma 1’ occhio no’l vede , per-che non e giudice competente di tuttele cose visibili j non eisendo perrec-

tillimo. %

g. La Fiamma e gia fuoco , ed e unfuoco ardente: e Maignano ia difHrAnella prop. 1 2 . fuoco , ehe icorre , e eheluce j dal fisto divenendo volatile coimezo dei bruciamento . Liberata dalleparti acquee, terree piu grasse, e da al-tre, nelle quali era inceppata,sisbriga:cd essendo da fe stella mobile, prende

mo-