47 ^ • Jßor. delle Gemmes dede Pietre di Gidcinto Gvnma.JLibjVL
moto,e scorre,ancorche non fi liberi af-fatto da tutte le parti, comele soifuree,aeree, e simili, ehe sono pingui, Han-no raritä , e leggierezza, e non inipe-discono il moto a scorrere necessario.I suoi spiriti ignei purgati dalla feccia,uscendo dal loro fonte alsccchio fi ren-dono visibili, e cosi Iu cono ; perche il,carattere loro e 1’ esser lucido . Cöl Ka-lo si accende il fuoco, e fi cava la flam-ma i perche il Vento coi suo moto divi-de ed a juta la forza dei suoco, e fa, eheIi diffonda , e fi comunichiondeilsiato assottiglia 1’ umido pingue, eheesalar non potea , e fi sveglia ii fuoco,ehe scorre e luce , qual’ e la flamma.
io. La Luce e anche suoco: la flam-ma da luce : e non altri dar poisono laluce , ehe gli spiriti igniti, de’ quali ilcarattere e 1’ esser lucido . 11 Sole di alMondo la luce, e coi mezo de’ vetriaccende i corpi, e come suoco gli bru-cia * perche coi vetro i suoi raggi, ehesono fuoco, si raccoigono , e li sannopiu potenti, perche sono molti, ed uni-ti ; e fortementerifcaldando, i 1 suocoaccendono nel legno, e liquefanno il
f iiombo , e gli altri metalli, come col-o specchio ustorio si fa manifesto , incui i raggi solari in un punto fi unilco-no . Platone/« Tirnao disse , ehe fineigne videri nihilpotest , nihilquesine ca-lido tangi . Dipende Ja luce dagli spiri-ti ignei purislimi, e spurgatifiimi , i li-quanto ehe dal proprio fonte escono informa di raggi , e grungono all’occhio.La Fiamma , il Sole, ehe sono fonti difuoco, mandano ia luce , ehe e pur fuo-co: ed assottigliandoquell’umido, ehee nel corpo accensibile , o ehe siaolio-so, o solsureo, o fitnile, attacca il suo-co sinclie 1’umido pingue ii consumi:eqnello consumato , le parti volatili,e di piu sacil moto, si liberano , e restadei cerpo il carbone , e le ceneri, e ’1sale fisso coi sol so sissoinsieme colle par-ti fisse piu-grasse, e tenaci, di moto dif-ficile . Ma qui non pofiiamo spiegare
tutta la Filosofia dei Fuoco , e delle suefpezie, e di tutto quelio , ehe da lora»deriva: e delle stesse dissusamente piu.cose spiega Maignano:
n. L’ Etere pur dissero alcu ni essersuoco ; ma Ia parte piu pura, e piusottile dei fuoco : altri L’ appellaro-no Spirito, Aria ; onde Platone nelTimeo disse : Aeris genus aliud gurjji -mitm , agilisftmumque , quem JEtberemnuncupant • Fu dagli Antichi arnmessala sostanza Eterea: e 1’ appellarono Ete-re , Giove , e Proteo : e come narraLaerzio lib. 7. nella Vita, di ZenoneCittico, disse Crilippo : Purissimum ,Cr liquidissimum Ait her a , quem etiantprimum asserunt esse Deum fenfibiliterysecondo 1’ opinione de’ Gentili, velutinfusum ese per ea , qua sunt in aere,per eundos animantes , &• arbores } perterram autemfecundum balitum.Qodi loilesso Laerzio nella Vita di Pitagoia:Penetrare item ii Sole radium per Ethe-ra frigidum , <&* corpulentum . Vocatautem aerem frigidum ALihera . Huncvero radium etiam profunda penetrare ,atque ideo vivificare omnia . Orseo appoEusebio lo spiegb coi nome di Giove,dicendo:
Juppiter Omnipotens est primus , <$'•*ultimus idem ,
Juppiter est caput , dr medium Jo-.vis omnia munus.
Juppiter est fundamen humi » <&*dellantis 0'ympi,
Juppiter & mas est , & nescia fe-mina mortis
Spiritus est eundis , Ca.li vis , Jup-piter ignis
Et pelagj radix , Sol , Luna , &Juppiter ipse
Omnipotens Rex est , J{cx omniSJubpiter ortus.
Era toste ne De Mundo , seguendo Aratocosi disse : JEther est tenuistima fubjlan-titt diffusio , fiapre natura calida ,splendida , ut primigenia lux , neque abaltera principi at a . Aer est fubfautia