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Tomo II.
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488 JJlor Jelle Gemme , e delle Pietre di Giacinto Gmma.Ub,Vl.

una notte per li continui tremuoti sisommerse tutta : e Tucidide dice lamaggior parte, come riserisoe Senecastdso cap. 24. cosi Sidone . Dicono peroi Padri Coimbricesi Hb.De Meteor. traB.8. cap. 9. nel fine: Sed btec de AtlanticaInsula , & irruptione Mediterranei « fa-bulosa sunt . Nel 17 o1- a’ 21. Marzo funell’ Arcipelagp nell’ Ifola di Santorinoun tremuoto: ed a' 2;. siostervo nelgolfo di quell’Kola come una Rocca na-tante comparire un nuovo Scoglio . IImare parea torbido di materie differen-ti nella soperfi.de , e di colori diversidi tollo , e di altri Minerali, con calorgrande, con quantita di pesci, ehe sitrovarono morti, e con puzza insoffri-bile , e bollimento dell’ aequa . Si vi-de poi un fumo , e si udirono strepitistraordinarj: a’ 19. di Lu°lio comin-cib ii fuoco, e’i fumo grosso delita nuo-va Isola , e’l mandarsi all’aria pietre in-secate , e cenere coi rimbombo similea quei de’ Cannoni ; e continub sino adOttobre, e per altri meli .

32. Sono pero infiniti gli effettide’Tremuoti, e de’ Fuochi sotterranei, de’quali non si puo distintamente trattare.Nel Tremuoto di Sicilia il Boccone va-rie offervazioni riferisce intorno gli ef-ferti : e spezialmente un ConventualeFrancescano agli 11. di Gennajo dei1695. essendo a vista della Citta di Ca-tania sopra il suo Cavallo per andarvi apredicare,ne fu avvertitodal restio dellostesso animale, cbe camminare non vol-le con tutti gl’impulsi clello (prone, per-die sentiva i venti, i tuoni sotterranei,cie fcosse leggiere , ehe dava la terra.Vide a »ehe il Padre efalare nel princi-pio il sumo, eia fiamma da 11 a stessaCitta di Catania, 1 a quale offervb poisaltare in aria a guisa di una mina . Al-cuni Pescatori, ehe sta vano in alto ma-re videro ancora una fiamma , ehe cir-condava la Citti\ , perche le ignee esa-lazioni Ii v ede vano accefe di lontano ,non da’vicini. Prima dei pemuoto si,

scntirono, come forieri sotterranei, Ümoimorio de’ tuoni, e’l rimbombo de*venti sordi. Neil’atto dei tremuoto nel»la contrada di S. Colimano vicino laTerra di Milillo, dopo aperto in piu,luoghi il terreno, ii accelero le Minieredi solfo, ii quale sopra la terra rimasebruciato . Le Barche fentivano il bolli-mento dell’ aequa in mare, ed una spe»zie di pulsazione dai fondo lino alia tu»perficie dell’acqua : e le aeque de’ vasi,e delle Conche baliavano , come se bol«lissero, e parte n’usciva fuori . Nel Tre-muoto dei 1691. anche in Sicilia nellaTerrqdel Mazarino , ed in altri luoghi,le aeque di tutti i pozzi restarono intor-bidate per otto meli continui. Si offer»vb, ehe ad ogni scosta , e tremuoto, pre-cedeva una cuonata, e rimbombo (or-do sotto terra: ed alie volte al rimbom-bo non seguiva tremuoto , come si vedeappunto , ehe non sempre al larnpo suc-cede il tuono , o fulmine. Dopo il rim-bombo si udiva un fischio, come ven-to , ehe circolaffe U cavita della terra ,ed inleguiffe il tremuoto. Gli Ortaggiintorno Melfina furono tutti infetti diodore sojsureo : e li crede dalle crepa-ture satte intorno Catania il vento por-tasse a Meliina il vapore solfnreo . Altreoiservazioni sorifle il Boccone nel suoMuseo di Fifica .

33. Sogliono alie volte i Tremuoticagionar peste , fame , sterilitb nelleCampagne , venti , e tempeste furiose,ed altri tr a vagii , oltre il timore , eheopprime i Popoli nel vederli nel perico-lo di trovarsi sepolti senza rimedio , oingojati nelle voragini , e nelle apertu-re della terra,e nel veder sorgere copia d’aeque o chiare , 0 bituminose , e tur-bide . Dice il Boccone, ehe il Tremuo-to della Sicilia riferito , se soffe seguitonella Primavera , o nell' Estate , comelegui nell'Inverno colla morte inungiorno di sopra seffantamila persone deiRegno , avrebbe cagionata una genera-le cofruzione dell’ana ,ed una peste nel