f 04 Istor. delle Gemme, e delle Pietre di Giacwto GhmnA.Ub.VL
rizzati ii sono . Negli Arti coli precc-denti abbiamu dimoilnito » ehe ipesso»lalle aeque , da’ iiumi di fuoco , e da’Tremuoti nuoveCaverne ftfonnano :t molte gia formate o li rovinano, opur it riempiono : e inoIte ancora pervccchiezza li confondono , e da se lies-se precipitano; sieche mutati i con-dotti , pub cessare il fuoco « o cjucllo ,ehe da’ proprj minerali ii genera , iimantiene occulto; non ejiendo per u-lcir suor i bastevole : e gia in Ischia viiono i Bagni delle Aeque minerali, e’lfuoco non apparisce . Ma tara sempresermo , ehe apparendo riceva il pabo-lo , e 1’njuto da’ Fiumi di fuoco, i qua-li scorrono . Sicome pero i luoghi, ovesono i suochi cc/Tati , non iono prividi aria , ne dell'acque dei mare, anchesotterranee ; cosi poliiamo e fler certi,ehe ne I'A equa marina , ne 1’Aria pol-sono e ster pabolo bastevole a’ suochi.Lipari, Ischia , ed altri luoghi, abbou-dano di aria , e di aequa ; perche ionoHole: e pnr non hanno viu fuoco. Igran torrenti di snoco,'dajla voraginedei Monte sboccati, mostrano Ia granmateria , ehe in ie racchiudono : e Iastessa ne dall’Aria , ne dalle Aeque, iredalle Miniere dei Monte potea esserformata .
A R T I C. III.
Se feno bocche delP Infimo i Vulcani.
i. fTp Rattano molti la Questio-ne , se iieno bocche’, oporte deiP Inferno i Vulcani. e nonmancarono Autori anche gravi, eheastcnrono , il fuoco de’ medelimi coA-tinuamente bruciare : e ehe per quelleporte airinferno Ic Anime st conduca-no'. Cib provano dal Vaticinio dellaFibilla , ehe disse, dovere per questi in-cendj'de’ Monti avere al fine dei Giu-dizio a distruggersi il Mondo . Prova-uo iincot a dasie diverse vi/toni vedute
in varj Monti ardenti, ove iieno ap-parse Anime, e Demonj tormentatoripiti volte ; onde ne recano gliesempj.IIP. Recupito della Comp. di Giesunell’ opuicolo De Vesuv. Incend. riferi-ice , ehe portano le parole deil’ Abu-lcnl 'tparad. /.f.c.99. &seqq. ove disse:De Aetna Vulcano , ac Vesevo , in qui-busdam indubitato adruitur, quod In-ferni quadam ora sint: e lo stello Abu«lenic disse , cheMairono, dotto leguacedi Scoto,infegnb : Poji extremum Mun-di diem hac Montium ajluantittm ejseoccludenda : & tunc demum Inferorumfores ejse obsignandas , qua nunc morta-lium. terriculo patent . Cost pur dico«no 1 ehe S. Gregorio lib. 4. Dialogor.cap. 50. assermb di a ver iaputo per re«lazionc , ehe nella stessa ora , in cuimori il Re Teodorico Eretico Arria-no , 1’anima di lui esser e stata buttatanella fossa di Vulcano , ehe il Volgochioma boccn d'Inferno . Questa folia,aftermauo eslere stata negl’lncendi dei -1 ’ ifole di Lipari: e ehe i>. Calogiro nevide portar 1 ’ anima . Di cib scrisse ilMajolo Dier. Canic. Tom. 1. colloqtt. 2.Omni am Theodoricus Arrianus RexJoannem Papam afflixerat , quem &“ inc arcere mori compulerat : Symmachumquoque virum patrititim , er pium oc-ciderat , cum moreretur , a Liparita-no quodam Anachoreta visa eß ejus ani-ma in Vulcani incendium mitti , Jo,in-ite , er Symmacho comit antibus ; cuiusrei teflimonium tulit Julianus RemanatEcclesia defensor , uti idem S. Gregoriusscribit. 11 P.Recupito dicQjo.Papa, drSymmacho judicibus .
' 2. Narra S. Pietro Damiano inEpist. ad Domin. Loricatum , ed-ierst veduti Uomini neri , comeLtiopi , ehe conduccano Carri disteno: e dimanciui dissero, che por-tavano materia per gastigare Pando! soPrincipe di Capua , e Giovanni Capi-tano de’Soldati di Napo'li , chestava-no per morire ; Quo mortuo , tifcrilcc* il P.