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Tomo II.
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§r6 Ißor . delle Gemmea e dellePietre di Giacinto GimmA.Ub.Vl.

gli. Di alcuni pochi ferisse anche ilMajolo nel Tom. i. in dtie Colloqui . L*Erudiriss. Domenico Bottone avendopresa la risoluzione di riferirgli tutti,scrivendo Ja Pyrologia Topographien , nelfine a cart. 244. manifest^ gli Autori,di cui si fia valuto, dicendo de’medefi-mi Vulcani : Cumque 'horum perquifitiononnis aliorum relationibus fundanda ve-niret , non immerito ea ex Kirnen ,lttigio hic transferre pro flngitio non re-futavimus , iliorumque gloriam subri-sere haud animus versit , ut Udem exaliis Scriptoribus ea .extrahere confule-runt. E’ vernmente necessario da' varjScrittori cavargli; perche non poslia-mo ne'lnoghi dei Mondotutto co'i pro-prj occhi vedergli : e benche gli cav Ja-rno da quei Tofi libri, ,che per nostrouso abbiamo pronti 5 nondimeno.e maggiore il nostro numero de’ Vul-cani /Il quale abbiamo raccolto , e de-scritti.

A R T I C. I.

De' Vulcani delT.Europa.

S. IlT llmerare volendo i Vulcanipili noti dei Mondo , pren-diamo il principio da’ pisi vicini, eineda qnei, ehe sono nel Regno di .Nnpali,luogo deJJMtalia , Ja quale delPEuropae nobil parte ; poicche nello stestb-Re-gno scriviamo . Ha 1’ Italia .molte mi-niere di solio , di bitumi, di alni arse-nica! i , di metalli , e di altrj Mineraliscctnlibili . 'Ha ancora’le sue Caverne,]e sue iere occulte, le diverse aequede’ Bagni; e penVlia i suoi luochi, e lesue aperture 5 ed e travagliatä da’Tre-anuoti. Tra’ suoi'Vulcani

2. .11 Velin io otto mrglia Iontanoda Napoli e Monte dolia CcmpagnaEelice , e fu ben conosciuto da gli Anri-eh i , da cui su-con varj nomi appellato,come V sbio 1 e Vesevo da Stazio, daValerio'Flacco , da Svetonio Tranquil-

lo , da Silio Italico, da Filostrato , e dicaltri : Eesbio lo distero Sifilino , e Gior-gio Cedreno: flesbio Fregulfo: LesbioPlutarco , cd Antonio Nolano : I \esbi<rGaleno : Eefubio Eremperto : VefevOSannazaro: .Vesuvio , e Monte di Somma.e oggi comunemente detto : e i Poetijmolte Favole in lui finiero.. Ha da mi»glia trenta.in circa di giro, quattrodialtezza , ecinquedi pianura., con unMonticello in mezzo, dove era giä pia-nura , ehe vä sempre crescendo colleare ne, e colle pietre vomitate: ed.aveadue cime, delle quali fu una censu mata;ma fu poi di nuovo restituitacollo stessoMonticello , ali’ altra cinsia uguaglian-dosi j,benche sempre istabile fa vederli,e con diverse apparenze , ora consu-mando, ora crescendo. La sua primaeruzione, di cui.fi ha memoria, sarebbequella sotto AraJijsettimo Redegli AlII-rjj dicendo Beroso nel f. delle Antichi«ta: Italia tribus locis arsit multis die-bus , ijiros , Cimeos , & Vefuvios: ervocata sunt ajanigenis illa loca Talefa-na , idest regio conflagrata : e raccontaancora altri seguenti Incendj . Ma Be--roib fi e soJpetto renduto, come sinto•da Annio.da Viterbo, <del ehe larga-rnente abbiamo scritto nella nostra Ita-lia Letter ata Tom. 1. Strabone pero eilpiti licuroed antico Scrittore, ehe sciis-se vivendo Augnsto , e dalle ceneri, ecaverne fa imenzione deglTncendj i co-me pure argomentnno Diodoro.Sicilia-no, Vitruvio, t Tacito. Dell’Incen-dio sotto Tito ne ha scritto Plinio'Se-condo , ehe narra la morte di Plinio il-vtcchio fuoV.io , ehe per vederlo da vi-cinoimori lolfocato dalle ceneri, 0 dalfumo in Rclina,-prima .detta Pompei ■. eDione pole questo Incendio nell’ an-no 81. Altri Incendj poi leguirono: e netrattano diffufamente gli Scrittori del-'lo {Usto Monte, > ehe nel 1631. mandf»le sue ceneri alia Fugi i a , in Terra d’•Otrarto, all’ Arcipdago nd Golso di2eituno , epropriamentein-quel Porto

dell’