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della (A), allorquando essa ne è capace . Ogniqualvolta la/ del ( n.° 3i ) facciasi uguale ad una funzione delle
X , x" , x"' 3 ec. x^ 3 la quale conservi il proprio valoreper tutte quelle permutazioni primitive , sotto cui nella (F)
conserva il valor proprio la f (oc ) (x")(x '') . . . (x^) ; vedesiche sempre per la y, dipendentemente dalla T' — k^ ci ri-sulterà un’ Equaziou razionale di grado n , e quindi che infi-nite potranno essere le Equazioni ridotte , noi però fra que-ste sceglieremo la (D), come quella , che in generale riescepiù semplice delle altre, e da cui con facilità maggiore po-tremo determinare i coefficienti della (C) . Il metodo gene-rale poi delle trasformazioni ( capo 4- a Teor. delle Equaz. )potrà darci la (G), da cui in seguito ottienesi la (D) , e ilmetodo con cui sì risolve il Problema del ( n.° 143 . Teor.delle Equaz. ) ci somministrerà dipendentemente dalle radici
u , u" , ec. i coefficienti tutti in (H) . Non sarà peròinconveniente lo stabilirne degli altrij affinchè poi nelle va-rie circostanze possiamo far uso di quelli, i quali possoneirendere i calcoli più brevi 3 e men laboriosi »
PAR-