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Arti , pare che per una quasi fatalità , toccasse in partaggio diPrimogenitura, o di proprietà, e privativa al solo Ramo diCosimo Padre della Patria; mentre Paltro Ramo de' Medicidiscendenti da Lorenzo Fratello minore di Cosimo, per tuttoil tempo che continuò in Firenze il Governo Repubblicano,se ne stette oscuro, e non figurò ne II' Istoria Letteraria, frat-tanto che non venne il suo turno. Lorenzo ( detto il Vecchio)suo stipite, stalle belle qualità dell’animo, ebbe veramente ingrado eroico quella di amare, e favorire le Lettere, egli Uo-mini dotti, e dotati di abilità singolari, come ci fanno fedegli Scrittori contemporanei, e specialmente 1' eruditissimo Pog-gio Bracciolini {a ).Pare nondimeno che esso Lorenzo volesse an-che in questo cedere la mano al suo Fratello maggiore, e alladi lui Progenie ; ma subito che questa venne a mancare nel Du-ca Alessandro, ecco che la Progenie di Lorenzo principiò a farsidistinguere, e a figurare nel mondo, col mettersi in possesso delGlorioso Fidecommisso a Lei devoluto, della Protezione cioèdelle Scienze e delle Arti. Il Serenissimo Granduca Cosimo I.,benché travagliato da sedizioni, da guerre, e da molte altretraversie, fece sempre spiccare il suo buon gusto per le belle,e grandiose Opere, ed il nobile Amore verso ogni sorta di Sa-pere; sicché avendo omai assicurata la tranquillità, e la feli-cità de' suoi stati, gli riempié di Valentuomini, gli forni di flo-ridissime Scuole, di comodità, e di allettativi per i buoni Stu-di, e gli arricchì di capi d’opera nelle Belle Arti del Disegno.Il Serenissimo Granduca Francesco I. suo Figlio, non solamentecontinuò nelle magnanime idee del Padre, e si pregiò sempredi proteggere , e favorire le Scienze, e i di loro Professori, madiede grandioso principio alla Real Galleria, ed introdusse, estabili in Firenze 1’Arte maravigliosa de’ Lavori di Commesso,o Mosaici di Pietre dure, e molte altre non meno pregiabili.L’ altro Figlio di Cosimo, cioè il Serenissimo Granduca Ferdi-nando I., sin di quando era Principe Cadetto, e Cardinale di8. Chiesa, fu uno de’più insigni e generosi Mecenati delle Let-tere , e degli Uomini Dotti ; e dipoi assunto al Trono della To-scana, fece in maniera più maestosa spiccare il suo singolareAmore verso le Scienze, la Letteratura , e le Belle Arti, nontralasciando mezzo alcuno, perché i suoi già ridotti FelicissimiStati, si riempissero di Valentuomini in ogni genere di sapere,e perché le Scienze , ed Arti Nobili vi giugnessero al colmodella perfezione. Per il presente scopo mio de’ Progressi delle
Scien-za) V . Poggi i Flor ititi ni Oraste in funere Laurentii de Meditit , ititi?òtti Oserà p. ioj.