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Scienze Fisiche, meriterebbe di esser qui accennato quanto han ■no operato essi tre primi Serenissimi Granduchi, per lo stabili*mento in Toscana degli studi delle Matematiche , dell' Astrono-mia, della Filosofia, della Botanica, della Litologia, dellaNotomia , della Medicina, della Farmacia ec., mal’impresa sa-rebbe troppo vasta, e perciò ho risoluto di far’ufo, a Dio pia-cendo, in altra Opera a parte, dei numerosi mate-riali, che hogià rammassati sopra tal Nobilissimo Soggetto, il quale faonore grandissimo alla Toscana.
§. II. Non rechi adunque maraviglia, se il Serenissimo Gran-duca Cosimo II. dotato d’Ingegno elevatissimo , e d'Indole ama-bilissima, e stimolato dal bello esempio de’suoi Maggiori, intutta la sua benché troppo breve vita, si facesse sempre pre-gio e piacere della Generosa Protezione delle Scienze e BelleArri, che trovò già trasportata, impossessata, e radicata nelRamo Regio di sua Inclita Famiglia .
Il Saggio, e Magnanimo Padre suo Ferdinando I., avevafatto coltivare per mezzo di Precettori valentissimi i prodigiosiTalenti, che di buon' ora tralucevano nel Giovinetto Principe,ed oltre al risvegliare in esso il buon gusto, e la passione per1 'Erudizione, e per le vaghissime Arti del Disegno, volle chesi applicasse di proposito agli sludj di tutte quelle Scienze Su-blimi , che concorrono a formare un Saggio e Perfetto Principe >e Padre del Popolo.
Celfo Cittadini Senese, soggetto ben noto, e versatissimo inogni genere di Letteratura, fu da Ferdinando prescelto Soprin-tendente agli studj del Gran Principe Cosimo suo Primogenito (<*)dal quale fu sempre grandemente onorato, 6 ricolmato di fa-vori ; e bisogna pur credere che la virtù, e prudente condottadi Gelso, in tale scabroso impiego soste maravigliosa, poiché siassicurò non solamente il gradimento del Granduca Cosimo suoDiscepolo, ma anche la stima dei di lui Incliti Figli Gran-duca Ferdinando II., e Cardinal Leopoldo (ž>).
Fra i Precettori, o Direttori degli Studj del GiovinettoGranduca, si deve annoverare anche Gio. Batista Strozzi dettoil Giovane , Gentiluomo eruditissimo, il quale insegnava Elo-quenza e Poetica in sua Casa, e su poi anche Direttore de-gli Studj del Granduca Ferdinando II., e de’ suoi SerenissimiFratelli (c).
Tom. I. Far. I. B Mi-
(a Giuseppe Bianchirli, Ragionamento dei Granduchi di Toscana a c.<Sl. lauus Ntcius Erytbraeus Pinacttb. Virar. III. Totn. II. pag. 174 - « ; 3 .
(b) Vedi Lorenzo Magalotti Lettere familiari Tarn. I.pag 97. 98. e 99.
(c) Iacopo Gaddi Eiogj p, 1