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Tomo primo.
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Michelangelo Buonarroti il Giovine poi, nell'Orazione fattaper l’Efequie di eslo Granduca Cosimo II. y così ci mette in vistai di Lui studj nella Puerizia e nell’ Adolescenza. Vergendo iPro->vidi Genitori quanto nel Gran Duca le Potenze NaturaliJì avac-ciavana , c pigliavano del campo sopra ta tenera età ; acciocché va-cuo non rimanesse in quelle V appetito, e la brama della Sapienza ,molto pe- tempo diedero quella Nobile Indole , quasi una ben pur-gata , ed arrendevole , o cera, o creta, a ricever le belle forme :e di Maeflri , e di esercitatori del suo ingegnose di eccitatori delsuo soprannatural giudizio il fornirono con somma cura . Sono i in-gnaggi, e gli Idiomi diversi a guisa di tante tele d' oro, e difesa ,ove spiegati diffusamente rìsplendono ì costumi, le discipline , e leimprese de' Popoli maggiori , e più celebrati. Arricchisti il Gran Du-ca, est adornò negli anni più disposti a una ù fatta apprensione ,di tutte quelle Favelle , delle quali, oper la dottrina de' loro Autori( come, che spente ) o per lo largo imperio delle Provincie dov' ellenascono, penetrate col commercio in diverse parti del Mondo, 0per la bellezza , e dolcezza . 0 altra virtù di loro espressione, èpiù necessaria l intelligenza . Ebbe egli in grande stima , Jopra ognialtra cagione, la cognìzion delle Lingue vive, per lo frutto che disegreteza, senza, aver ad arrisicar la se degli Interpetri, trar sem puote ne' trattamenti . che s'han cc‘ Prìncipi. In questa manieraprimieramente guernitosi, e resosi adatto , fu introdotto, come perun dilettoso peregrinaggio , nella provincia di quel sapere, il qualenon impedito , e non rattenuto da mezi vani, e contenziosi, agevol-mente , e per più breve sentier cammina a ritrovar con aperta, econ limpida dimostrazione più palpabile la Verità ricercata . Il checC gran Personaggi è spezialmente opportuno , a i quali i contìnui ,e gravi negozi usurpan molto del tempo, e a quelli Ingegni appren-sivi, e perspicaci intelletti, che conosciuti iprincipj , con un sol mo-vimento di mente , senza controversia ricevono , e concludono confacilità la Scienza. Furono eletti a' suoi'nsegnamenti non solamentei più Savj , et i più Eruditi Huomini, che in Firenze si ritrovava-no , ò per gli Studi Toscani insegnavan la Sapienza, ma il fioreeziandio di quelli , che in altri luoghi d' Italia eran famosi pergran dottrina, e letteratura. Questi in tutte quelle discipline,non pure abbisognano ad huomini, che à fineza di bontà dì costumiaspirano, lo infiammavano ; ma in quelle, che in specialità allacondizìon de' Principi si ricercano, che è opera di maggior' arte, ag-giustatamente l' ammaestravano. E con vero esempio iP ammirataMagnificenza de' no tiri Principi, con frequentati ragionamenti, informa Accademica, facevan risonar i Palazì Kegj delle Sapientissime

Sen-