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Tomo primo.
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di scopritore del Telescopio , non avendo gli altri due tentato altreche delle casuali combinazioni , senza andare più avanti . Imper-ciocché Giambatisìa Porta Napolitano stampò già nel 1589. per laprima volta in Napoli , presto Orazio Salvi ani , il suo Libro dellaMafia Naturale in foglio , e nel 1591 .fu ristampato in Francfortin 8. , e poscia in altri luoghi : da quelle sue oscure espressioni delLìb. 17 cap. io. pag. i 6 g. della prima Edizione , ove tratta DeCrystallinae Lentis effectibu?, e dopo aver reserito alcuni speri-menti fatti con semplici Lenti , soggiugne :,, Polito enim oculo in„ eiuš centro retro Lentem, remotam rem confpicator, nam„ quae remota fuerit adeo propinqua videbis, ut quasi ea manu„ tangerc videaris , velie?, colore?, hominum vultus, ut val-„ de remoto? cognosca? amico? . Item erit : Lente Crystallina„ Epistolam remotam legete; nam si eodem loco oculum ap-,, pofueri?, & in debita distantia epistola fuerit, litteras adeomagna? videbis .ut perspicue legas . Sed si Lentem inclinabis,„ vel per obliquarti epistolam infpicia?, listerà? fati? maiufeu-„ la? videbi?, ut etiam per viginti passus remota? lega?. Et sij, Lente? multiplicare noveri?, non vereor q'uin percentum pas-„ fu? minimam iiteram confpiceris, ut ex una in alteram maio*„ res reddanturcharacteres. Debilis Visus ex Visus qualitate, Spe-5, cillis utatur: Qui id reste feiverit accomodare, non parum,, nafcifcetur ferretum. Postume? Lenta Crystailina idem per-„ fectiu? efficere : Concavae Lente? quae longe funt clarissimecernere faciunt, Convcxae propinqua, unde ex vifu? commo-„ ditate, his fruì poteri?. Concavo longe parva vide?, fed„ perspicua ; convexo propinqua maiora, fed torbida : Si utrum-„ que reste componere noveri?, & Icngiqua, & proxima ma-., iora , Se clara videbis. Non parum multis amicis auxilii prae-5, slitimuî, qui Se longiqua obsoleta, proxima torbida confpi-j, ciebant „ . Da tutte questo contesto fi viene dunque in cogni-zione , che il Porta non intese abbastanza cotesta sua scoperta , eperciò non fi studiò di perfezionarla. Anzi verrò dicendo col Che-plero , che egli in questo luogo non parla ds altro , che di Lenti , edi semplici Occhiali da Nasso , i quali da tanto tempo prima eranostati inventati tn Firenze , come altrove fi dirà. E sorse su egliil primo che trovò , ed insegnò la maniera di lavorare i Vetri ne-gli Occhiali da Naso , che servissero per quelli di corta , e di lun-ga vista , che Myope?, e Praesbitae vocantur. Un altro Acca*de uico Linceo, cioè Francesco Stelluti da Fabriano(a) a carte2/. delle Annotazioni alle Satire di Persie» da lui volgarizzate ,Tom. I, Part. I. E e pub*

(<*) V, Ia»i Planci Ly accor um Catalogai p. XXXI,