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Tomo primo.
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autorità del Fabro, senza prima esaminarla , ma su fieramentecriticato dal Sig. Domenico Vandelli , il quale traile altre co-se (a) scrisse essere falso fallissimo, che il Principe Cesi da perse stesso fabbricasse Telescopi, e Microscopi, colla Teoria cheaveva imparato dai Libri del Porta de Specilli?. Itn$etciocché.U Porta nel trattato de Refractione, e nel Libro ottavo , e parti-colarmente nel Capitolo de Specilli?, nel quale , o Jìa in alcuneproporzioni di esso , mostra , che gli Spetchj concavi uniscono le im-magini alla distanza della quarta parte del diametro , che gli Spec-chj convessi ingrandiscono gli oggetti , e che raccolgono t Paggi So-lari in un punto , abbr uggì andò le cose combustibili ; che i dettiSpecchi giovano alla vista per gli Presbiti, come gli Specchi con-cavi ai Miopi; ma non parla in alcun luogo , uè in conto alcunodi Tubi , ne dì combinazioni di più Lenti una con P altra, onde nonJi può dire , che egli sta stato il primo ad insegnare i fondamenti di.co/lruire e formare Cannocchiali ; quando non st voglia contare , Pavere , forse egli il primo , osiervato che le Lenti ingrandiscono glioggetti, ed uniscono i raggi ad un punto, cosa però che non stpuò asterire di lui assolutamente , mentre nel L.ib, 17. cap. 21.della sua Magia Naturale, dove insegna Specilla quomodo fiant,stnisce d'insegnare la pratica, coll’ aggiugnere: „ Hoc modo, &„ Magnae Lente?, & Specilla Veneti!? fieri solent : „ onde diqui st vede , che anche il Porta era fiato a Scuola a Venezia , perimparare a lavorare i Vetri. Kella Prefazione ai Lettori , che vaavanti al Libro della sua Magia Naturale dell ’ Edizione fattain Napoli nel 1 presso Orazio Salviam in sol., sa la narra-zione delle fatiche , e diligenze fatte da Lui, per ridurre il dettosuo Libro a quella perfezione : „ Toto enfin anno, totifque viri-., bu? maiorum noltrorum monumenta pervolvi, & si quid ar-„ cani, si quid reconditi scripsissent, defloravi ; dein quum Ita--, liam, Galliam, & Hispaniam peragralsem, Bibliothecas, &Djfiillimos quosque adii, Artisices etiam convessi, ut si quidnovi, curiosique nactt essent, edifcerem, quae longo usu ve-,, rissima, & utilissima comprobassent, agnoicerem . Urbe? &

,, Viro?, quo? videre non contigit, crebri? Epistoli? sollicitavi,

„ ut reconditorum Librorum exemplaria, vel si quid haberencnovi, communicarent, non praetermilsis precibus, muneri-., bu?, commutationibu? , arte, & industria. Hinc universo,, hoc tempore quicquid Terramin ubique eximium erat, aut,, expetendum , rum Librorum, tum praestantissimarum rerum,

„ mihi cumulatissime conquisitum est, ut cumulatior, auctior^

„

(a) Rìsp. di Cìriaeo Sincero M idea. Lett.i- £. 89.