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tre "Matematico âi Alcmacr in Olanda , che fior) circa II 1628*coll atu'o dell' Ottica fabbrrcò Camere Ottiche , Telescopj , e Mi-croscopi , e ne Jtampò nel 1621. i suoi insegnamenti in Roterodamo.Ciò non oliante tardò molto nelP Olanda a perfezionarsi sarte difabbricare i Telescopio e di tale squisitezza, che mostrassero i Sa-telliti di Giove , e perciò si trovarono in necessità di ricorrere alGalileo , come Inventore e Mae/lro nell' arte di fabbricarli , accioc-ché suggerisse a quegli Artefici i segreti , ed aiuti suoi , per ridurrea maggior perfezione i loro Telescopj ; e ciò apparisce da una Let-tera di Collanti no Padre di Cristiano Vgenio . scritta li 13. Aprile1Ó37. ad Elia Diodati a Parigi , nella quale dice che i Telescopj ,che si fanno in Olanda , non giugnevano a dare osservazione sicurade’ Satelliti di Giove. Anche Martino Ortensio Matematico degliStati Generali delle Provincie Unite , ed uno dei tre Deputati perV esame del Problema delle Longitudini , proposto loro dal Galilei( col mezzo del citato Elia Dìodati , e di Pietro B orcio Console d'Amsterdam ) scrive in una sua Lettera de ’ 2 6. Gennaio 1637.allo stesso Galileo coti: Hmc de Telescopio agere coepimus,„ compenmufque nulla in Batavia hodie, quae rancam praeci-,, sionem pollicerì queant, quanta ad eas obfervationes requi-5, ritur . Solent enim , etiain optimi , Discum Jovis hirsutum offer-„ re, & male terminacuin, unde Joviales in eius vicima non5, recte confpiciuntur. Atqui novit Dominatio Vestra requiri} , in primis cam Jovialium, quam Jovis D.fcos bene termina-„ tos, ut coniunctiones, & emerliones intra unum temporisj, minutum rite obferventur. Quod etii a Telescopio Domina-„ tionis v elìca e haud dubitaremus praestari , r.on tamen vidi-„ mus quomodo in Holandia tavn exquiiita poslumus nar.cisci,„ quanuoquidem omnts Artifices rudes cxperimur.& Dioptricae,, quim maxime ignaros. Itaque rogandam censuimus Domina-tionem Velìrarn > an non ahquod auxilium nostr s Anosicibus5 , praestare queat, ut Telefcopium ad maiorem perfectionem re-ducatur,. (a). Avrebbero potuto 1 Signori Olandesi chiamarli bencententi della gloria di aver dato la Cuna al Telclcopio , len-za pretendere, come ha fatto Pietro Van Mulsch-nbroek (b),che il Telescopio Gallicano, da Lui chiamato Olandese , sia (latoinventato a Middelburgo in Zelanda, da un ceito Zaccaria Jan-
■(<*) V. Petri Barelli de vero Telescopii Inventore, cum brevi omnium Con -sptcìliorum /visoria &c. Hagae Ctuiitis l6;; in <j. Gire’ alle diverse mede e fa-zioni di T Meicotjj, e Microlcooj, che usavano nei primi tempi V. MoiìmCOnyi premier Voyige d'Italie p. rzz. e feq.ih bjs*y de Pbyjìqne §. 1354.