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lontano coll Occhiale a Tromba , e '/ mandar già gli Sportelli, eMunccioli , e si seguita. Noi mancarono Poeti Contemporanei,che volentieri fi occuparono in cantare le Iodi del Galileo ,per P invenzione del Telescopio, e per le sue Scoperte Celesti .Nel Codice num. 359. della Ciaf. 7. dei MSS. della biblioteca Pub-blica Magliabechiana , al num. 22. vi fono certe Poesie di Gio.Antonio Francini per 1 ‘Occhiale del Gal'leo ; e M'mfig. Leone Al-lacci (a) notò : Flaminius Figlìuccius Cardinalit Aldobrandini Fa•miliaris . edidit Stanze sopra le Stelle, e Macchie Solari, scovertecol nuovo Occhiale: Romae apud Mafcardum 1615. in quarto.Peraltro il Canonico Anton M. Biscioni (b) così riporta il titolodi questo Libro : Stanze di Lorenzo Salvi Senese Jopra le Stelle ,e Macchie Solari scoperte col nuovo Occhiale , con una breve dichia-razione , dedicate al Cardinale Aldobrandino Camarlingo di S. Chie-sa , da Flamminio Figliucci ( Cugino dell' Autore ) : doma per ilMascardi ióó$. la data è di Roma nel r. Gennaio: Può essere chela dichiarazionesià del Figliucci. Anche Andrea Salvadori nostro Fio-rentino , compose una Canzone per le Stelle Medicee temerariamen-te oppugnate (e) ed altra ne scrisse Giuseppe Batista , per Galile»Galilei trovator del Telescopio (</) .
§. XXI. Siccome il Galileo nel N untius Sydereus ci fa sa-pere , che circ’ a dieci mesi avanti al Marzo dell’ anno 1610. astil comune, egli inventò il Telescopio, tale sua scoperta rade-rebbe nel Mese di Maggio , o di Giugno del 1609. Fatta cheegli ebbe la prima prova, alla meglio, con quei Vetri che po-tè avere, visione V effetto desiderato d’ingrandire tre volte glioggetti, come scrisse Vincenzio Vi viarii nella di lui Vita, su-bito ne diede conto a Venezia a' suoi Amicis e fabbricandosene al-tro di maggior bontà ( con cui veniva a ingrandirli il Campopiù di sessanta volte) sei giorni dopo lo portò quivi , dove sopravarie altezze della Città fece vedere , e osser vare gì oggetti in va-rie lontananze a' primi Senatori di quella Repubblica , con lor in-finita mamvigl a , e riducendo lo Strumento continuamente a mag-giore perfezione ( eioè che portava l’ingrandimento degli oggettifino ad un migliaio di volte ) si risolvè finalmente , con la so-lita prodigalità nel comunicare le sue invenzioni , d. far libero donodi quejla ancora al Serenissimo Principe e Doge Leonardo Donati ,
e in-
(<») Apes Urbanae p. 98
(-1 Catalogo autografo di Scrittori Toscani Cod. 57. della CI. 9. dellamedesima Biblioteca.
(e) Sono stampate a c. 126. della Parte 2. delle sue Poesie.
\d) A c. 97. della prima parte delle sue Poesie Meliche , quarta im*pressione in Venezia 166-.