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e infame a tutto'l Senato Veneto , presentando con lo Stromento unaScrittura , nella quale ei dichiarava la Fabbrica , gli usi , e lemaravigliose conseguenze , che in Terra e in Mare da quello trarsi potevano . In gradimento di così Nobil Regalo sin immediatamentecon generosa dimojlrazione della Serenissima Repubblica , ne' 25. diAgojlo del l6og. ricondotto il Sig. Galileo , a vita sua , alla me-desima Lettura , con più che triplicato Stipendio, del Maggiore chefosse solito assegnarsi a Lettori di Matematica. E qui giustamenteriflette il Sig. Vandelli, che il Sereni stimo , ed insieme Illumi-natissimo Senato Veneto, non si farebbe spontaneamente in-dotto a premiare nel Galileo come nuova I' Invenzione delTelescopio, se foste stata divulgata avanti da un altro. Chi-unque abbia qualche pratica del lavorare Telescopi, tosto com-prenderà che il Galileo, appena avuta la notizia della Casua-le Scoperta dell’Occhialaro Olandese , s’immaginò la combina-zione opportuna delle Lenti , e tornò da Venezia a Padovaprovveduto di quantità di Lenti da Occhiali da Naso, di di-versi fuochi, per fare diverse prove e combinazioni, ed arri-vare a porre in pratica le sue immaginazioni , di discernere glioggetti con chiarezza , ingranditi, ed avvicinati ali' occhio, co-me alla fine, dopo varie prove giunse ad ottenere. Quantafatica, e diligenza egli usasse nel mutare, e combinare diverseLenti , prima di ridurlo a qualche perfezione , lo narra eglistesso nel suo Sydereus Kuncius;ma. tali difficoltà, che si soglio-no quasi sempre incontrare da coloro, che riducono alla pra-tica le prime loro immaginazioni, servono a comprovare cheegli ne fu il primo Autore, come chiaramente dimostra a c.47. e seg. del suo Saggiatore (ai .
§. XXII. Ma la principal gloria del Galileo , dice il Sig. Ab.Paolo Frisi (b) non fu già il ritrovare , perfezionare , e ridurre ametodo la fabbrica de’ Cannocchiali : fu V ufo , e I applicazione cheseppe farne. Appena adunque egli ebbe costruito un mediocreCannocchiale nel Maggio del lòog. Jo voltò verso il Cielo , perosservare le Macchie apparenti nella Luna, e facilmente vennein cognizione, che esse dipendevano da varie irregolari promi-nenze, ed affossature della superficie della Luna. Venendosenepoi nella succelliva estate a Firenze , fece osservare al Granducaessa Faccia Montuosa della Luna,- poiché in una lettera al Cav.Belisario Vinta primo Segretario ai Stato del medesimo Grandu-ca, scritta di Venezia 30. Gennaio 1610. (a stile comune, comeTom. I. Fart. I. G pare ,
(ii) F die sue Opere, edizione di Bologna.
jsj Elog. del Q.i/il. p. ìj.