c6e questo O , V mr messe totalmente fuor di se fio , yewztf eòe io sap-■pia pure sotto qual predicamento registrarlo. VS. non mi manchi diconservarmi la grazia di questo Valentuomo , che a poco a poco facotidescender alle sue proposizioni i più ritrosi ; né mi pare di sentirepiù quei tanti oppositori , che gli minacciavano contra . Anche Lo-renzo signoria scrivendo di Padova nel 19. Gennaio i6n. alsovraccitato Monsig. Paolo Gualdo, che allora si trovava in Vi-cenza (a): Qui , dice, le genti fi affaticano intorno l' enigma,che il Sig. Galilei mandò a VS. per la sua nuova Osservazione.Lo stesso Marco Volsero in altra sua, scritta d’Augusta a 25. diNovembre 1611. (b) al medesimo Monsig. Gualdo, che si tro-vava a Padova, soggiugne : Non so come il Sig. Galilei stia senzalasciarsi sentire : scrivo al Sig. signoria appresto , che ancora di quàandiamo, non cercando il pelo nell' uovo , ma si bene trovando leMacchie, saltem apparenter, nel Sole. Il Galileo scrivendo a PaoloGualdo, che era in Roma, in data di Firenze, 16- Giugno1612. (c) gli dice: Ho inteso per la gratissima sua , quanto passasin' ora in proposito della Lettera mia circa le Macchie Solari, ed inparticolare di quelli ( intendendo del Cremonino Lettore di Fi-losofia in Padova, ed ostinato Peripatetico) che per non aver ’ acredere , non vogliono vedere : ed il gusto procede , perché io sto seni'pre sul guadagnare , e mai sul perdere, perché continuamente si vaconvertendo qualche incredulo , e de' già persuasi mai non se ne ri~bella niuno ; perché tutto il giorno si vanno scoprendo nuovi riscon-tri in confermazione della verità , la quale chi s ha dalla bandasua , sia bene , e può ridere nel veder gli Avversarj sbattersi , eaffaticarsi in vano. Ho anco un' altra consolazione , che queste Mac-chie Solari , e gli altri miei scoprimenti, non sono cose che col tem-po pastino via , e non ritornino cosi per fretta , come le Stelle Nuovedel 72., e 604., 0 come le Comete , che pur finalmente si perdono ,e danno agio con la loro mancanza di riposarsi a coloro, che men-tre este furon presenti, stettero in qualche angustia • ma queste literranno sempre al tormento, perché sempre si vedranno, ed è benragione che la Natura mandi una volta a vendicarsi contra V in-gratitudine di coloro, che tanto tempo l' hanno bistrattata, e cheper certa loro sciocca ostinazione, vogliono tener serrati gli occhi con-tro a quel lume , che ella per loro insegnamento gli tien sempre da-vanti. Ecco che ella finalmente, con caratteri indelebili ci mostrachi ella è, e quanto ella sia nemica dell' ozioma che sempre , ed
in
(a) Ilid. pag. 1 >A.
(b) Ibid. pag. 359.
(c) Ibid. pag. 363.