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in ogni luogo le piace di operare , generare , produrre , e dissolvere ;
e quejle sono le sue somme eccellenze . - Ho ricevuto dal Sig.
Velsero avviso come la mia gli è pervenuta , e che gli è fiata gra-ta . ma cheApelle latene pojl tabulam , cioè il P. Cristoforo ScheinerGesuita ) per ora non potrà vederla , per non intender la lingua.Io V ho scritta volgare , perché ho bisogno che ogni persona la posaleggere , e per questo medesimo rispetto , ho scritto nel medesimo idio-ma questo ultimo mio Trattatello ; e la ragione che mi muove , è ilvedere , che mandandosi per gli Studj indifferentemente i giovaniper farsi Medici . Filosofi ec ., siccome molti si applicano a tali Pro-fessioni essendone inettissimi , così altri che striano atti , restano oc-cupati nelle cure familiari , o in altre occupazioni aliene dalla Let-tura — ed io voglio che veggano che la blatura , siccome loro badati gli occhi per vedere le opere , gli ha dato anco il cervello perpoterle intendere e capire. Contuttociò vorrei che anco V Apelle,egli altri Oltramontani potessero vederla , e qui per esser io occupa-tissimo , avrei bisogno del favore di VS. e del Sig. Martino San-delli , il quale mi facesie grazia di trasferirla quantoprima in La-tino , e mandarmela poi subito , perché in Roma è chi si è preso cura difarla stampare , insieme con alcune altre mie . Io intanto anderò finendola seconda , per farne V istesso , e parimente s invierò a VS ., e casoche il Sig. Sandelli voglia favorirmi , perché so che alcuni termini ,ed .alcune frasi dell' arte potriano dargli qualche fastidio , non oc-corre (che guardi a ciò , perché io in questa parte la ridurrò a ’ pro-pri nostri termini. Se io potrò aver tal grazia , VS. me ne avvisisubito j e ne procuri quanto prima /' e spedizione , ed intanto si comin-cerà a farla stampare Italiana in Roma , ed il tutto resti inter nos.Altresì in una d. in Firenze il primo di Dicembre 1Ó14. , scri-
ve il Galileo a Monsig. Gualdo dimorante allora in Roma : fac-ciami grazia con la prima occasione di far riverenza al F. Cretti-bergero , assicurandolo che io gli son vero , ed affezionato servitore ,ed ammiratore della sua bontà e virtù , e preghilo , siccome io neprego VS ., che come prima arrivi oojtà la nuova scrittura del Fint»Ape Ile , ma ora smascherato , me ne faccia parte.
§. XXVII. Si è veduto sopra, che il Galileo si figurava d*aver bastantemente persuaso tutti della Verità delle sue Olser-vazioni Celesti, e di aver chiusta la bocca a tutti i suoi con-tradittori ed avversari; ma s’ ingannò di gran lunga . Le sco-perte che Egli fece nei Pianeti col suo Telescopio , parverotanto strepitose e paradosso , che non è maraviglia , se da alcuni,anche più Savj ed ingenui Filosofi, furono ricevute con diffi-den-
ti») Ivi pag. 3 6Ì.