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palmento appartengono al Regno di Ferdinando I., ed a que-llo di Cosimo II. Inoltre in ella Appendice, sotto il N. XIII»a c. 7(5. copierò varj Articoli di Lettere scritte da diversi Va-lentuomini al medesimo Galileo, le quali schiariscono parecchianeddoti della di lui Vita, più che altro durante il Regno delGranduca Cosimo II. , gli Originali delle quali io conservo nelleFilze Felici. Sono else I. del Principe Federigo Celi» II. diMonsig. Verginio Cesarmi, HI. di Monsig. Giovanni Ciampoli.,IV. di Monsig. Gio. Batista Agucchia , V. del P. Raffaes Averla ,VI. di un tal’ Hasdalie , VII. di Fobia Adami, Vili. di Niccolò Ag-giunti, IX. del Cav. Lodovico Cardi Cigoli, X.del Bali Andrea Gio-ii , XI. di Paolo Aproino, e XII. di Alfonso Antonini. Altre Lette-re di Persone Rispettabili si trovano nelle medesime Filze , ma dipuri complimenti, o di poca importanza, e perciò le ho tralasciate,
§. XL. Quando adunque il Granduca Cosmo II. non avesse fatt».altro nel suo breve Regno, - He richiamare di Padova a Firenze ilGalileo , e molto amandolo , e infinitamente Jlimandolo , promuoverei suoi nobilitimi Studj , e le fi,e utilissime Speculazioni , ben meri-terebbe di efier considerato , ed ammirato i/fienie , per uno de’ mag-giori Protettori delle Lettere , che cagionato abbiano al Mondo gio-vamento grandijfmo. Ma egli ancora , quante mai occasioni se glipresentarono , tante ne abbracciò , e di tante fi sera) per l' Avanza'mento degli Studj , e quanti furono i beli Ingegni , ed ì Valentuo •mini che se gli scerò conoscere , tanti con generosissima larghezzane accolse , sovvenne , e premiò. Fa di ciò indubitata testimonianzaMichel Agnolo Buonarroti il Giovine nell Orazione fatta in lededi quejto Principe , affermando , che Egli paterno Nutritore de buoniIngegni , e Valentuomini d'ogni beli' Arte, che di tutti , e di tuttefu finissimo conoscitore , volle , somministrando loro grandi aiuti , delcontinuo vederjt appreso. E perche i peregrini Ingegni non messi inopera non / ejtinguejsero , e non perissero , sapendo di quanto dannoal ben pubblico sofie la perdita loro , e quanto malagevole il rav-vivargli , rnols Oro spese , e molto a coloro ne diede , che Inventatidi nuove cose, le prime fatiche gli presentarono , inanimandogli tut-tavia alle utili investigazioni , e concedendo loro favorevoli privi-l?£J ( a ) • D* fatto, nel Diario della Corte, scritto per ordine deiGranduca, da Cesare Tinghi suo Aiutante di Camera, spessis-simo li trova notato: S. A. S. s trattenne con diversi Virtuosi, cioèUomini Scienziati, o Letterati, come in quei tempi lignificavala parola Virtuosi.
§. XL1. Dei Galilei veramente la Toscana ne vanta unoTom. I. Par. I. K solo;
(a) Bianchirli Ragionamenti de’Granduchi di Toscana a c. 8x.