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volta- di mescolarci alcune piacevolezze , il tutto però in maniera .,che sempre ugualmente faceva apparire , con stupore uni versale , il suogrande Intelletto.. Anche Paoanino Gaudenzio , nella Dissertazio
vouoiopnum , or
he An & quaterna
quentare , & Principum sequi comitatum deceat {a) , scrisse : Perdi -nandùr IL Serenisi. Etruriae Dux Magnus quanti femper fecit ,qit tntopere est admiratus Celeherrimum Galilaeum -, quem decumbentem ,jenioqu; & coecitate prestimi pluries visttavit , lâ humaniter quae-rendo de Salute , deque aliìs , «k iurares Dìfcìpulitm verba com-mutare cimi Praeceptore , aut Filium cum Patre.
§. î V. Fra i vantaggi che risultarono al Genere Umano daiColloqui, che si degnava il Granduca tenere col Galileo, nonfu il minimo quello dell’Invenzione dell’Oriuolo a Pendolo,avanti al , messa dipoi in pratica da Vincenzio suo Fi-
gliuolo fino del 1545. {b) . Anche questa fu controversa da Cri-stiano Hugenio di Zulichem, ad esso Galileo, per la solita fa-talità ma Gio. Giovacchino Beccherò (c) ci fa sapere, che l’Hugenio aveva la pretensione > di aver’ egli prima di tutti fatto1 ’ Orologio a Pendolo, e soggiugne: Sed contradicit ipfì CornerMagalotti , Magni Etruriae Ducis ad Aulam Caefarir Restdens ,qui totani rr.ihi , huius Horologii Hi fioriam oretenus recenfuit , quamtriennio circiter elapfo nùhi Augustae Vindelicorum , defuntii Ma-gni Ducis Etruriae ( cioè di Ferdinando II. ) huius Patris Horologict-ritis Nomine Treffler, fimilem narravit , & confestus est,se Magni Du-cis îujfu . & eius Mathematici Galilaei in stìnsi u , primum Floren-tiae Horologium Pendulum confecijse , cuius exemplar in Hollan-diant venit . I? insussistenza della pretensione dell' Hugenio, re-sta sempre pisi dimostrata, da quanto si legge nel primo fornodi Lettere Inedite d' Uomini Illustri , a c. 199. 202. 225. 227», e
(a) Pag. 169.
(b) Saggi di Naturali Esperienze dell’Accademia del Cimentose, ai.Frane. Redi Opere Tom. II, a e. aoo. Nelli Saggio di Storia LetterariaFiorentina del Sec. XVII. a e. ?r. 74. e 75. e io. Prefazione Universaleali’Edizione deli’Opero del Galileo fatta in Firenze a e. LI V. unaLettera di Vincenzio-Viviani al Conte Lorenzo Magalotciche è la 16-nel ’lom. I. delle Lettere Familiari di e sto Magalotti a e. 44. Frist Elo-gio del Galileo \ 9 . 9?.. Lettere Inedite d'Uomini Illustri Tom II. p. 130.V. anche una Di sterra zio ne del Chiar. S'g Dote. Tommaso sorelli , fattaper servire di Prefazione al Giornale Letterario di Pisa.
(e) Theoria ér Experientia de Nova Tempori* dimettendi ratio-neaccurata Horologiorum conjlruâione A. 1680. ad Calcem Phystcae Su Iter -raneae pag. 494.
(d) V. Nelli Sag />. 7-. 74. e 75--