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Tomo primo.
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§. V. Era riuscito al Galileo, m rcè più che altro la Pro-tezione del'Sereniffimo*Granduca Cosimo II., di dare felice ter-mine alla Procedura accesa contro di Lui I' A. 1615., comedilli a suo luogo, nel Tribunale della Sagra Inquisizione di Ro-ma ; le Notizie aneddoto della qual Procedura, estratto dallaReal Segreteria Vecchia, fono liate ultimamente pubblicatecolle Stampe da Monsig. Angelo Fabroni , nel Tomo I. di Let-tere Inedite di Uomini Illustri da c. Zi. a 57. In tal’ occasione,per Decreto della Congregazione dell’ Inquisizione , tenuta da-vanti a Papa Paolo V. nel zs. Febbraio 1616. , fu obbligatoil Galileo a promettere di abbandonare P opinione Copernicana ,e di. non la difendere mai più, nè insegnare, sotto pena dellaCarcere (a). Egli che era molto fervido, e tenace della suaopinione, non poteva star sotto a tal giogo, e non contento disostenere mordiate il suo Sistema nei Crocchi, e con gli Amicidi Confidenza , immaginò un ribobolo per poterlo sostenere an-che in Stampa. Questo fu di voler comparire Sostenitore, eDifensore dei Decreto della Sacra Inquisizione, e di voler farvedere ai Protestanti, che quello era favistìmo, e ben fondato.Si pose adunque a scrivere dopo il tó 2 o. (6) il suo famoso Dialo-go , diviso in quattro giornate, sopra i due-Maffìmi Sistemi delMondo , Tolemaico , e Copernicano; e se ne andò a Roma appostanel i6zo., affine di ottenere dal P. Maestro del Sagro Palazzola Licenza di farla,stampare in Roma medesima (e). U Istoriadi questo maneggiato; e degli ostacoli che trovò il Galileo, siricavano, dalla seguente sua Lettera scritta il dì 7. Marzo i 6 $o.(suppongo ab Incarnatione , che sarebbe 1631. St. Com. ) alBalì Anarea Cioli Segretario di Stato del Granduca, da unaVilla a Bellosguardo, dove allora ordinariamente abitava (d).Ella è di questo tenore: Come sa VS. Illustrisi io fui a Romaper licenziare i miei Dialoghi , e pubblicargli con le stampe , e per-ciò gli consegnai in mano del Reverendis. P. Maestro del SacroPalazzo, il quale commejse al P. Fra Raffaello Visconti suo Com-pagno , che con somma attenzione gli vedesse , e notasse se vi erascrupolo niffuno , 0 concetto da correggersi ; il che fece esso con ogniseverità , coti pregato da me ancora , e mentre io faceva istanzadelia licenza, e della soscrizione di propria mano dell' istesso . P,

Mae-

(а) V. Sententi/! Cardinalium in Galìlaeum > Abiaratìo eiusdem ,i»I3. B/ipt. Riccioli Almagejìi Novi Forte posteriori Tom. I. p. 496.

(б) Frisi Elog. del Gai. p.. 5< 5 . e 57.

(c) Frisi I. c. p. 65.

(d) Lettere Inedite d’Uomini Illustri Tom . L a c. (Si.