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Tomo primo.
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in varj Libri; ma fu puramente una larga custodia ,e sempliceprivazione di Libertà, o Seguestro, o Arresto che si voglia chia-mare; non già una Carcere ristretta, o Segreta, come comu-nemente si suol praticare nei Tribunali della Sagra Inquisizio-ne. Di fatto nel Palazzo di esso Tribunale di Roma gli furo-no, con insolita larghezza, assegnate per sua Carcere tre Ca-mere, cioè quelle destinate per il Fiscale del Tribunale mede-simo, con libera et ampia facultà di passeggiare per spazj am-plj, e gli su accordato di tenervi il suo medesimo Servitore,che seco aveva condotto di Firenze, di godervi delle squisiteVivande, e di ogni altra cosa che gli abbisognasse dalla Casadell' Ambasciata Niccolini , e per fino gli era permesso discrivere, e ricever Lettere da chicchessia («), come sono tuttequelle che io ho spogliate dalle Originali esistenti nelle FilzeFelici , e dalle quali si vede , che in tal tempo appunto il Ga-lileo ne scrisse quasi ogni Ordinario, cosa che non è combina-bile col severo segreto, che si suol’osservare in quel Tribunale.Di fatto dal Carteggio di lui con Geri Bocchineri suo Paren-te, vedo che gli scrisse nel dì i< 5 . Aprile, avanti al 28. detto,avanti al 2 6. Maggio, nel 28. detto, avanti al 23. Giugno,ne' 26 detto, e ne' z. Luglio. Bisogna però confessare , che que-sta insolita benigna largita di quel tremendo Tribunale, usataverso del Galileo , provenne più che altro dalla Stima che il Papa ,come Persona Privata, ne faceva (b), e dalle efficaci e pressanti rac-comandazioni, colle quali il Granduca di continuo P assisteva.Quindi eslo Granduca informatone dall’ Ambasciatore Niccolini ,gli ordinò di ringraziare in nome suo il Papa , ed il Cardinal Ni-pote, per tali straordinarie abilità accordate al Galileo, colle qualimi pare assolutamente incompatibile il Tormento della Corda,che si dice sofferto dal Galileo in questa Proceffura, e che sidebba intendere per le parole della Sentenza: iudicavimus tis-cesie effe venire ad rigorofum examen tui , in quo ( abfque prelu-diilo aliquo eorum , quae tu confejfus et , Ls- quae contra te dedu-ca funt jupra , circa disiam tuam intcntionem ) refpondijli Catho-lice . Può else re che , secondo le formalità giudiciarie , egli fossetenuto sotto la Corda , per ratificare i suoi deposti, ma che ve-ramente egli non vi foste tirato sù , nella maniera che anche laCarcere nel tempo della Procedura, e dopo la Sentenza, gli fuassegnata tanto larga. Si aggiunga che sino di quel tempo, pareche il Galileo patisse di Èrnia Intestinale, la quale suol'estere

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(a) Ivi pag. 304. 3»L.

[b) Ivi Tom I. p. 19.