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Tomo primo.
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ne. Ma quando per altra Jlrada esca in luce quejT Operetta , siacerta che mi è per servire di trastullo, e sollevamento , e che ai mieiMalevoli e Invidiosi, quali pur ve ne sono dei non Stolidi intutto , non sìa per dilettare intieramente il vedermi Basilare con leCode di Volpe , dove il lor desiderio è di usare il Dente di Lupo ,o di Vipera , ben sottile e acuto . Del gusto poi che io sussi per pren-dermi nel leggere li dodici argomenti, me ne da buona caparra quelsolo , che la P. V. R. me ne accenna : che movendosi la Sposa sen-za aver sopra chi appoggiarsi, cascherebbe ; quasi che il Moto ve-locissimo ( per V opposto - non sia quello che vieta il cadere agli Uc-celli volanti . ai Salsi scagliati, e le Trottole dei Fanciulli. Manon dicono i Filo r osi che la Luna , e le altre Stelle non cascano ,perché la velocità del loro moto le trattiene ? —— In Alemagna siattraversano varj impedimenti per la spedizione del mio Negozio ,tra i quali uno ?, che quello il quale si aveva preso V assunto ,flain procinto di tornarsene qua alla Patria. Io gli domando che ri-mandi quanto prima la Copia , la quale mi vien domandata permandarla in luce in Lione , o in Parigi , o in Olanda, talché bi-sogna che io mi raccomandi al tempo , e alla Vita , la quale daalcuni giorni in qua vo travagliando malinconicamente : Sebbene lecagioni della inquiete non sono delle grandissime , tuttavia V estermolte mi molestano; ed in somma convien dire , e confessare, tristisSenectus In altra d. d' Arcetri li zi. Aprile 16^6. (tf) . Quantoalla Sfera d’ Olanda , come anco dell' altra del Šig. Alberghetti ,ne vedrei volentieri un poco di disegno in carta, che per mio pa-rere dovrà esser cosa ostai semplice, a dì pochi Cerchi. Non vorreiche la V. P. R. reBaJse senza ben capire la terribil conseguenzaal moto delle Macchie Siluri . Ho preso estremo contento nel sentire,che il Sig. Niccolò Sagredo , Nipote del mio Idolo ( Gio. France-sco S 3 gredo Gentiluomo Veneto , Protettore , ed uno degl* In-terlecutori dei Dialoghi del Galileo) continui nelle curiositàdelZio, dalle quali P Eccellentissimo suo Padre più volte mi disse,che non voleva che i suoi Figliuoli fi lasciajsero sviare. Duolmi ittestremo del sinistro incontro del Sig. Aproino , non meritando un In-gegno peregrino d'esser distratto dalle sue Occupazioni. Finalmentein altra d. d' Arcetri li 12. di Luglio 1636. (b ). Io ho fatto ri-copiare le due mie Opere del Moto, e delle Resistenze , e volevamandarle costi al Sig. Elzevirio , ma il non veder Lettere di V.

V. R. mi ha ritenuto -. Nell' ultima sua mi scrisse , che era in

trattamento col Sig. Lodovico Elzevirio, del ristampar tutte lentie