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Tomo primo.
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felicemente 1 ' Eccellenti]}. Sig. Trullo; ovvero con ncque , liquori ,polveri, o empiastri venghi consumata quella Pannicola . E di que-sta tal’ Infamità non posso trattare , ne discorrere^ se non con sen-timento di acerbi sino dolore , avendo ella percosso , a’ tempi nostri) il■più Nobil’ Occhio eh * abbia mai sabricato la Natura. Io dico POcchio del Sig. Galileo Galilei Primo Filosofo del Serenisr. Gran-duca di Toscana: Occhio tanto privilegiato , e di tante alte prero-gative dotato , che sì può dire , e con verità , eh’ abbia visto piùlui solo , che tutti gli Occhi insieme degli Uomini pasiati , ed ab-bia aperto quelli dei suturi , essendo toccato in gran sorte a luisolo fare tutti ì Scoprimenti Celesti , ammirandi a' Secoli venturi ,nella Via Lattea , nelle Stelle Nebulose, nei Pianeti Medicei , tuSaturno , in Giove , in Marie, in Venere , nella Luna , e nel Soleflesso; e però degno d’ essere eternamente conservato, come una pre-ziosissima Gemma ; e tanto più , quanto che è stato Ministro di quelsuo Meraviglioso Intelletto, eccitandolo a filosofare cosi altamentedelle cose della Natura , che ha trapassato tutti gì’ Ingegni Uma-ni, i quali fin qui sì sono imbrigati a penetrare i pin reconditi se-greti suoi. Perdita veramente perniciosissima , e deploranda con la-grime universali di tutti gli Occhi Umani , ed in particolare deilegitìmi investigatori della verità.

§. XIX. Sofferse il Povero Galileo per quasi due anni con-tinui, con pazienza eroica, la gravissima disgrazia della Cecità,dichiarandosi che i suoi Occhi dovevano ben riposarsi una volta,giacché e Hi primi avevano veduto ciò che , altri mai peri’avantinon avevano potuto vedere (a). Sollevava per altro P Animosuo colle sublimi Meditazioni Filosofiche, nelle quali era tantoabituato , coi Discorsi Letterari, e col dettare, ed insegnare avarj suoi Discepoli affezionati. Fra essi, oltre a Vincenzio Vi-viam , mi giova rammentare Angelo Sesti, che nella Religionedelle Scuole Pie allora nascente, si chiamava P. Angelo da 8.Domenico (b). ed un altro medesimamente Scolopio, cioè ilP. Clemente Settimi da Camerino, chiamato nella Religioneil P. Clemente da S. Carlo, che gli serviva anche nel 1639. diAmanuense (c) • A questo P. Settimi stato di prima Discepolodel P. Francesco Michelinij e che poi insegnò gli Elementi d’' Eu-

(a) V. Annotazioni di Ptocu'leîo Fioro alla Lettera di Mes. GiovanniBoccaccio, scritta a Mes Pino d;’Rossi sopra ]’Esilio pag. 61.

(è) V. Manit. ad Leâor. granfia. Parti I. Tra et. de Mota AmmaliamIo. Alph. Eorelli .

(c) V. Timauro Annate Lettera a’Filaìeti a e. 3. Raccolta d’A uteriche trattano del Moto dell’ Ac<juc £d. II, Tom. IV. g. l?6. e i-7-