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Tomo primo.
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ai! ha accennato , ci><? FS. desidera di avere , in caso di Malattie ,o d’ altro , ««<* Camera nella sua Cala della Cosa , ritirarvijtse bisogni, ed io ho risposo a lui , ed ora avviso a VS. , che tuttinoi usciremo del proprio letto per servirla , «o« che Le sa cesi-no Ino-^0 «<?//.* /« r propria Casa . yf/jz,; cariffhn t ci è questa occasione di'tornare nella suddetta casa della Cosa , perché vi sarà maggior co-modo , che non è in quella che tenghiamo da S. Felicita , di riceverviVS. ne' suddetti cast , e quando mai le piaccia , perché in assenzadel Sig. Vincenzio , e della Sestilia , Ella non può ejier servita ,trattata con più amore da alcuno , «o/, che la riveriamo in

luogo d< Padre; e cert« che questo è stato uno de' primi pensieri ,che abbiamo avuto nelV accettare l' offerta fattaci dal Sig. Vincen-zio della-Casa. Alcuni Anni ( fino del lózz. ) egli abitò nellaVilla dei Borgherini ( Salvini Fasti Consti, ) (ituata nel Poggiodi Bellosguardo, che teneva a pigione, ed ivi tornò dopo laProcedura. Successivamente ne abitò un’altra , che era d’altroRamo della Famiglia Galilei, detta Monte Ripaldi, sopr’alPoggio d’Arcerri, adesso posseduta dal Sig. Giuseppe BouchardMercante di Libri. Finalmente aggravandosi nell’età, ed aven-do perduta la vista, si determinò nel i6z8. a mutar questa Villain una più bassa, e di più facile accesso, chiamata il Gioiello,di proprietà della Nobile Famiglia Martellin!, ove terminò lasua Vita. In quest’ultima Villa, aveva il Galileo nelle sue tri-bolazioni la consolazione di esser governato , e soccorso da unasua Sorella , o secondo altri , da due sue Figlie Monache nelMonastero di S. Matteo in Arcetri (a), a cui la Villa è conti-gua, e resta a cavaliere, e perciò il Monastero suddetto nefece poi la compra.

tz. XXII. Riflette il Conte Francesco Algarotti (b ), che ilCav. Isacco Newton nacque quel medesimo giorno che morì ilGalileo, quasi non avesse voluto la Natura , che rimaneste in-tervallo alcuno tra’due Sapienti, l’uno Fondatore della veraFilosofia, l’altro che sarà in ogni tempo il Maestro di colorche sapranno ; ma che per le sue felici scoperte, trovò spianatala Strada dal Galileo (c), e fu sempre favorito da una Fortunapropizia .

Si hanno in stampa, in un libretto in quarto : Tre Sonettidi Paganino Caudenzio , in morte del simosijsmo Galileo , nellaDedicatoria de’ quali al Serenissimo Granduca Ferdinando li.

dice :