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Tomo primo.
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$he flesse due volte , e per breve tempo , essendofi abbattuto a ve-nire în questo , che S. A. cominciò a travagliare , e il dì dopo , senon la sera flessa , jT mise in letto. Del reflo non ne ho sentito par-lare a nessuno né ben , nò male. In alcra Lettera poi al medesi-mo Falconieri nel 17. susseguente {a) dice: Il Casini fu rice-vuto con sufficiente Cortesìa , ma molto diversa da quella , collaquale fu accolto la prima volta . Ma dee saperne grado alla suamaniera di parlare , e allo sfatar che ba fatto quello Paese , equalunque sorta d’ Impiego ci aveste potuto sperare (b).

§. LXXVIII. Esso Conte Magalotti ci ha conservate le no-tizie di altre Osservazioni Astronomiche del Granduca , e dellasua perizia in simili materie , scrivendo al medesimo Falconieri ne'74. Aprile 1 ( 555 . ( c ) '• Pt'ì’tta di ritornare in terra , voglio dirvi , eidice, che iermattina in sul mezzo giorno vedemmo Venere bellissì-ma , e lucidissima , tantoché il passaggio d' alcune Huvolette sottilinon ce la toglieva di vista . Ma non dubitate , eh' ella ebbe il suoapplauso ; poiché estendo , non so come , stata avvertita in Palazzo ,dopo che la Vivanda del Granduca era portata , appunto quandouscimmo fuori , trovammo pieno tutto il Cortile , e i Ballatoj, edera cosa curiosa il vedere i diversi affetti di timore , e di ma-raviglia , che si scoprivano negli attice ne'volti della canaglia 5 laquale ,

Come in peschiera , eh' è tranquilla , e pura ,

Traggono i Pesci a ciò , che vien di fuori ,

Per modo che lo stimin lor pastura ;così per appunto , levando gli occhia quell' insolita maravigliaiera da tutti presa per un nuovo preludio del finimondo , minacciatodalle Comete. Volete altro ? fu tanto il rumore , e tanta la confa-fifone i che i Principi fi levaron da Tavola ; ben è vero , che vi ri-tornarono subito , essendosi chiariti asta! presto di quel eh' ella era .Intanto il Granduca mandò il Molara a dirci , che poiché §lavamoad osservare con tanta curiosità, di grazia mandassimo a dire an-che a lui qualcuna delle belle cose , che noi vedevamo. Rispondem-mo non aver veduto , né pretendere di veder altro , che Venere dimezzogiorno . Di lì a poco tornò il detto Molara S rispedito con lamedesima diligenza , per dirci ( eravamo rimasìi soli il MarcheseBartolommeo Corsini , ed io ) che andassimo a leggere il Galileo ,che avremmo trovato estere stata vi sìa questa medesima Stella di

(a) Ivi a c. 116.

(t) Circ’alle Osservazioni Telescopìche del Cassini ,V. Vandelli Con-siderazioni sopra la Notizia degli Accademici Lincei pag. Z 5 -(e) Lettere Familiari Voi. I. a c. izi.