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Cimiteri ti di Mare , â di Foste , /e Locuste , e ogni altra similRazza di Pesce diventa roso , poiché egli è cotto . £' universal -mente il colore che egli hanno da vivi , slj/a» scuro , e y/wi/e «//jk£ 0 ; »»<r /’ AJlaco tira più al paonazzo , fi in alcuni luoghi , ?r/îJio d'un turchino così vivace , cZif ogni azzurro oltramarino viperde: contuttociò a cuocerlo, diventa rosso, come tutti gli al-tri. Or sappi-, che lungo il Dorso di questi Animali , _/r trovacome una Salsiccetta di sottilissma membrana , ripiena di certamateria spesa , e viscosa, simile alla Mostarda. Il suo colore è unpaonazzo coti profondo , che veduto in corpo par nero , benché di-steso . e assottigliato rischiari . e questo per avventura è la Tinta ,che dijlribu'ta per invisibili vie alle parti esteriori , geme e colanella sujlanza delle scaglie , dove allungata con giusta dose d' umo-re , forma il turchino, o altro colorito che ne traluce . L’ Esperien-ze , tèe tf /o persuadono , sono le seguenti . Primieramente il Sig.Stenone prese di quella materia , e distesala sottilmente col Temperinosulla Carta, l' accostò alla Fiamma, Appena sentì il calore, cherasciugandosi mutò in vermiglio, ed in vermiglio sì acceso , che pa-reva un pezzetto d' Ostia appiccato sul foglio . Ma che vo io abbin-dolandomi con P Ostia , minchione che to sono ? pareva un pezzet-to di scaglia di Locusta lejsa. Il simile fece a bagnarla con V Ac -quarzente, e con lo Spirito di Vetriolo , per modo che paragonatiinsieme tutti e tre quei colori , non vi sapevamo scorgere una mini-ma differenza. In quel!’Anna adunque 1 666., io penso che ilGranduca informato del gran sapere, e del gran merito delloStenone, fi facesse gloria di fermarlo al suo servizio, e di oc-cuparlo in fare nuove fecondissime Scoperte in Fisica, ed in No-toria . Di fatto trovo , che lo Stenone si applicò molto nell* Ana-tomia Umana per proprio studio, nel Campolanto del RegioSpedale di S. Maria Nuova, in compagnia di Giovanni Finckio,e di Lorenzo. Lorenzini (a). Per Commissioni poi del Granduca,o per far cosa grata a S. A. S. lo Stenone , o da per se, ounitamente col Redi, fece varie importantissime Osservazioni,e Scoperte Zootomiche , ed alcune ancora sugli effetti di variesostanze Venefiche negli Animali, delle quali il Redi medesi-mo ce ne ha, nelle sue Opere (b), tramandate succinte Noti-zie . Fra queste è memorabile la seguente, in una Lettera almedesimo Stenone (e), da cui si può prendere un’idea delle
Con-fa) A113. Fabrot/ius in Vita ipstus Lorenzhtiì pag. iji, in Dee. Vi-tatum itahrttm Dafi>i»a Excelìentium, qui Saee. XVlll.floruerunt.
[l>) Esperienze interno alla Generazione degl’ Insetti a c. 7;. clip.(<■) Opera Tot». V. Lettere a c. 47-