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Tomo primo.
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che da noi pochissimo conto Ji farebbe ; quelle che it Hai paiono belle ,a lui sembrano bellissime , le bellissime poi , maravigliose e Jiupende .Vuo'dire che la moltiplicità delle Cose , s 1 'essercele fatte così fa-miliari , /e ci mostra d' affai minor pregio eh'elle non sono. Final-mente noi non potevamo dare in meglio : questo è un Uomo eh* in-tende , e non ha vedute , che è quella parte che il Savio Accorgi-mento di V. A. tanto desiderava. Piaccia a Iddio eh'Ei sì conducaa vedere le Cose del Ghiaccio , che hanno fatto maravigUare noimedesimi ; a me ne par mill' Anni. Prima di riceverei Comandamen-ti dell' A. V. io era flato da Monsignor N.erii , in tempo eh egli erainfermo , ed aveva discorso dell' Accademia , tua non s' era uscitoda' generali. Ora che V. A. vuole che io gli partecipi qualche cu-riosità , sarò nuovamente a trovarlo , promettendomi d' incontrare ilsuo gusto , essendosene mostrato oltremodo desideroso . Ancora non ho"rivi/to l' Ab. Gradii ma sento eh' egli ha scritto, e detto cose mi-rabili dell' Accademia , degli Accademici , e dell’ Esperienze mostra-tegli da V. A. Una fra l' altre ne celebra , ed è, s io non erro ,quella del peso dell' Aria : non confessa però di cederei dice beneeh' ella gli ha fatto gran caso , e vuole studiarvi ni , e ruminarlaben bene ; ma io penso che poi che /’ avrà ruminata. la manderàfinalmente a baffo. La Vita di questo Valentissimo Filosofo, e Ma-tematico Toscano, nel 1681. onorato della Sagra Porpora daPapa Innocenzio XI., fu elegantemente scritta da Monsignor’Angelo Padroni (a).

§. XLVII. Fra i Corrispondenti dell’Accademia del Cimen-to, (ì può considerare anche il Sig. di Thevenot, ed altri Sog-getti d’ una privata Conversazione,0 d’ un Accademia di Fi-sica Sperimentale, istituita in Parigi, fino dell’Anno ,6z8. dalP. Marino Merfenne (b) , circ’alla quale merita di esser consi-derato il seguente Articolo di Lettera, scritta da Gio. AlfonsoBorei li al Principe Leopoldo, di Pisa 11. Novembre 1658. (c).Il Sig. Thevenot i giorni addietro mi scrisse dell' Accademia nuovadi Parigi, la quale concorse nei medesimi pensieri di cotejla , che sifa sotto gli auspici dei Serenifsmi Principi di Toscana Dice chehanno esaminato quA sollevarsi dell' acqua sopra il suo ordinario li-vello , quando s' immerge un settilispmo cannello di Vetro , e quandoV Acqua è in una Caraffa di collo sottile , e s' alza tanto più ,quanto più è sottile il cannello e il collo. Hanno similmente fatto

sub-iti) Vitae Italor. Dofir. Exeell Dee. V. p. 145.

(ù) V. Letter. Ined. d’Uomini Illustri Tom. II. p. 91. 93. 104. ioj.126. 110. e 111.

Ivi a c. 115.