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Tomo primo.
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fabbricare un Vetro con una sarte larga , e la sottile alla percossafi rompe in minutissimi pezzi. Quelle in Italia , come sa V. A. , so-no materie un pezzo fa considerate . Se poi quei Signori Franzefihanno trovato la vera cagione dì tutto questo , allora dirò che ab-biano preoccupato in ciò il posole la gloria agi' Ingegni Italiani.Il Sig. Thevenot. comecché è gentil-fjìmo , ed altrettanto curioso ,e desideroso che fi promuova la cognizione delle Scienze Naturali ,fi dimostra anfioso della comunicazione con cotesti Signori. Elladunque veda se vuole scrivergli addirittura , nominando in qual-che maniera me ; che io per altra parte informerò detto Signore dellaVirtù e Valore di V. A. , acciocché riesca più grato il commercio ,Jiccome avrà il sodo fondamento della Virtù di amendue Lor Signori.Ora io godo sommamente , che da quei Signori in Francia fi vadacon nuove Sperienze , e Speculazioni, promovendo la Natural Filo-sofia ; ma ho anche qualche sospetto e gelosa , che dell' Invenzionie Speculazioni dei nostri Maestri , e di quelle che abbiamo trovatoNoi , se ne abbiano , secondo V usanza vecchia , a far' Autori e Ri-trovatori gli Stranieri. Questo rispetto mi fa andar ritenuto , ad at-taccar quejto Commercio con quei Signori dell' Accademia Parigina ,poiché non fi può far di meno nello scrivere , di non comunicare lor9qualche cosa ; e V istesso dubitare dà campo a quegli Ingegni pellegrinidi ritrovar le cose , tratto delle Ragioni , non delle Esperienze . DalPaltra parte panni che sarebbe pur bène efier' informati di quello , chefi va operando , e speculando in queir Accademia .sicché io mi trovoirresoluto ; e però ricorro a V. A. S. , perché mi comandi cernemi debbo portare in queft' affare. Se io non mi trovassi intri-gato in questi Conici d' Appollonio , non avrei un fastidio al Mondo ,perché comincerei a distendere in carta non pochi dei miei ConcettiFilosofici , alcuni de' quali ho già comunicati a V. A. , ma non po-tendo per ora applicarvi la mente , non che scrivere , veggo manife-stamente il pencolo di esser vinto di mano in qualche cosa , senzapotervi rimediare. Ho risposo ambiguamente perora al Sig. Michel'Angelo Ricci , e avuto che avrò il Comandamento di V. A. , gli scri-verò con risolutezza . Sto attendendo i Libri del P. Mersenne , iquali senza dubbio mi bisogneranno .

lì Sig. Thevenot, con sua Lettera scritta di Parigi li 7.Aprile ìèói.i inviò al Principe Leopoldo una Raccolta di varieOiservaiioni Filiche , state fatte fin’a quel tempo nella suddettaConversazione, o Accademia di Parigi, della quale ne trovaila Traduzione Italiana stalle Scritture del Cimento, che io co-glierò nell’ Appendice alla Seconda Raccolta di Memorie dell’ Ac-cademia del Cimento , sotto il Num. VII. Questa Raccolta diedeLom. I. Par. II. M m m motivo