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se , e sopra ì Rimerì'j dels Insalubrità d’ Ariti della Valdinievole .
§. CLXXXVIIÎ. Finalmente per la Campagna di Firenze, sonomolto istruttive le Relazioni del medesimo Francesco Nave, di Al-fonso Parigi (a), e di vari altri valenti Idrometri, da me trovatecopiate nel!’ accettata Raccolta di Raffaello Nardi , ciré' ai disordinie Ripari dell' Arno di Pian di Riposi , e di S. Salvi , le quali pub-plicherò nel!' Appendice al N. LXXIV. Relativamente poi a Firenzein questi tempi, certe Acque sotterranee, che danneggiavano le Ca-se del Quartier S. Croce , furono felicemente regolate con una Fo-gna , e ridotte per ufo de’ Lavatoi dell’ Arte della Lana, dalf Inge-gner Gherardo Silvani (b). Nel Coti. n. 26. della Ciaf. 25. deiMSS. della BibL Pub. Àlagîiabechiana si ha la copia dello Statodell’Anime, fitto nell’Ânno 1622. , dal quale apparisce che in Fi-renze dentro alle Porte erano 76023. Ansime, ed in tutto il Domi-nio 648798.
§. CLXXXIX. Ali’ importantissimo Articolo di bonificare le Cam-pagne , e di togliere le Cause Fisiche dell’ Insalubrità d’ Aria , affinedi renderle fruttifere ed abitabili , appartiene 1 ’ Aureo Trattato deResitnenda Salubritate Agri Romani , composto dal nostro DottissimoGentiluomo Gio. Batista Doni , di cui parlai anche a c. z; 5. del pri-mo Tomo. Questa utilissima, ed eruditissima Opera Postuma,,com-posta dalT Autore nel Pontificato di Urbano Vili, fu dai Figli delDoni fatta stampare in Firenze nel 1667. in 4. e dedicata ai Sigg.Barberini Nipoti del Papa; e benché ella paia dal titolo, diretta sola-mente al Bonificamento della Campagna Romana , nientedimeno leTeorie del Doni sono tanto sicure e generali, che mirabilmente siadattano anche alle nostre Maremme Toscane , come ho procuratodi metter in vista nelle Relazioni de ’ miei Viggì .
§. CXC. Con speciale premura il Granduca Ferdinando II. man-tenne, ed accrebbe il decoro, e futilità della sua Università di Pi-sa , facendo, nel 13. Ottobre 1626. pubblicare una Rinnovazione del -la Proibizione , che gli Scolari non posino andare che allo Studio diPisa, intendasi di quelli dello Stato Fiorentino, o Vecchio; giac-ché per quelli del Senese vi era lo Studio aperto in Siena. Moltogiovò al lustro dell’ Università di Pisa la lunga dimora, che d’ Inver-no faceva la Corte in quella Città , ma molto più 1 ’ aver’il Gran-duca affidato la Soprintendenza della medesima Università al suo In-clito Frate’lo Leopoldo.
Fra i miei Fogli ho I. una Copia degli Ordini proposi dal Sig.
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C <0 M. Fil. Baldinucci nella di lui Vita pag. 334.
(^) V. Fil, Baldinucci) nella Vita di elio pag. 103.