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Tomo terzo.
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MS , col seguente titolo : Persi Trevi ad làbrum de Sero LaBis Sle-mbavi Raderici Casrenss Lufitani Declamationes , sen privatae quae-dani , ac domesicae Exercitatìones- e.dìtia fìcunda, quant AuBor stiamagnosie , auxit , emendavit.Romae ex Typogr. Frane. Carbelietti1634. în 8. Egli è una continuata Satira contro il Castrense, maper dire il vero, in tutti questi tre Librucci ci ho trovato pocodi buono, e d’ istruttivo , anzi io gli reputo per frustranei, oggi-giorno. che 1 ’ ufo del Siero di Latte è tanto generale , e riconosciu-ta tanto proficuo-Solamente noterò che il Servio, a c. 145. franca-mente spaccia la seguente Novellina : Diflillata Maris Aqua stagli-ci disillaltone dulcis , hoc e fi Sale deposto palato savie evase . Rem'narro non in Apbannis , feti in Celebri Pharmacopoea Chymica. apudMonachos Cìstercienfes S. Prudentianae per me ipsutn , & NobilemCbymicttm Pharmacopoeae Prue fi Bum elaboratala : imo & .per accora-tami ac Celebrem Spagyricum Tobìam Aldinum quello cioè lotto dicui nome , Pietro Castello pubblicò I' Orto Farnesiano , e che eraMedico Chimico del Cardin. Odoardo Farnese ( V.. Ferrari nella Flo-ra a c. 13. )

In questo medesimo anno 1631. pubblicò il Castrense un’altraOperetta, intitolata : Il Curioso , nel quale in Dialogo fi discorre delMale di Pese , composto dal Sig. Stefano Roderico de Cafro , Lettoredella Theorica nello Studio di Pisa , e Consultore dell Illustrisi. Ma-gisrato della Sanità di Firenze , a Monsg\ Giuliano. Medici Arcive-scovo dì Pisa ec. In Pisa 163 in 4. La data della Dedicatoria è:del mio Museo a 2. di Febbraio 1631. In està dice di MonsignorSalviati ; Era Pisa ( sorse-per la poca ejper lenza che- aveva di finiiMale , forse ancor per la poca Comodità , essendo gli Abitatori per imolti anni di Caresia già quas esaufli ) ridotta in fato miserabile ,e peggiorando di giorno in giorno talmente , che da i sua cari Fi-glioli cominciava ad esser abbandonata . Haveva pur caro. padrechein tanto e sterminio la soccorse, sì che quando sarebbe consglio pru-dente fuggir di Pisa , V.S. Illustrifì. è venuta a Pisa , per far fug-gir di Pisa quella Fiera che la divorava . Pietoso consglio , ardenteZelo di Carità , il quale quanto sa fato utile , dicbìnlo i nuovi Or-dini , con che subito è scemato il numero de' Morti e degli Ammala-ti , e sempre va scemando , non scemando però in Lei la Vigilanza ,(olla quale non perdona a fatica d'animo e di Corpo , ne a propriespese -, e contìnuamente prova nuovi modi di soccorrere alla presenteCalamltade ec. L’Opera è d’ un merito astiti mediocre, e pare cheil Castrense stabbia scritta, per discolparsi dell’essere stato uno dique’ Medici, che da prima non la crederono Peste, come notai 2