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Tomo terzo.
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§. CCLXIX. La China China , o Corteccia di Cannaperida , oCorteccia Peruana, principiò in questi tempi ad interessare la Me-dicina Italiana , e successivamente vi prese tanto piede , che in oggiè valutata per uno de’ più efficaci rimedi a molte Malattie. Nel1640. fu curata con essa dai Medici Americani la Contessa del Ciu-cilo n , Viceregina del Perù , e nel 1649. si sparse la fama di tale Cor-teccia per P Europa ; indi ella fu portata in Roma per ia prima vol-ta P Anno Santo 1650. dai PP. Gesuiti Missionari del Perù (a), efu da primo dispensata dal Cardinal de Lugo Gesuita, e chiamostîPolvere del Cardinal de Lugo, . Il primo suo uso fu per curare leFebbri Terzane (b) . Il Conte Lor. Magaìotti dice eli se stesso (t),che trovandosi FA. 1669. in Viaggio col Serenisi. Gran PrincipeCosimo IH., in Parigi gli era stata cacciata la Febbre colla Polveredella China, ma gli era tornata tre volte , come vedo che segueanche cento anni dopo , mentre i Malati insofferenti ed importuni,vogliono troppo presto far’ uso della China China.

§• CCLXX. Una strana usanza era nei tempi del Granduca Fer-dinando IL, cioè di abbreviare col Veleno la tribolazione ai poveriIdrofobi. Nel Codice N. 458. della Ciaf. 25. dei Manoscritti deliaBiblioteca Magliabechiana , eh’ è una Raccolta di Casi Tragici , ali’Anno 1654. si legge, che un Contadino estendo stato morso da unCane Arrabbiato, dopo 40. giorni si scoperse Idrofobo, e fu con-dotto allo Spedale di S. Maria Nuova, dove T ammazzarono (lanteJtmil male , per non lo vedere patir tanto , come anche per fuggiremaggiori inconvenienti; ed ali’Anno 1659. si nota, che un certoDiacinto Paffignani, essendo ancor’ esso per simil Causa divenuto Idro-fobo, fu provato inutilmente di curarlo in sua casi, ma in fine ve-dendo non c essere flato alcun Medicamento per risanarlo , risolvette-ro i suoi Congiunti di far entrare nella stanza ov era due Porti ,quali legatolo in una seggetta , lo portarono a S. Maria Nuova , do-ve gli fu dato Veleno, e così morì d' anni 16. Bisogna per altro cheil Veleno non -foste, interno, poiché gì’ Idrofobi non sogliono inghiot-tire niente nè di buono, nè di cattivo : e chi si se tale barbaraAvvelenatura fu vera ?

Paolo Terzoni ne’ suoi Ricordi Istorici (d) notò : 1659. « dì 8.

Gen-

(s) V. Tiraboschi St. della Lett. Ita!. Tom. 8. pag. 211.

(b) V. Naudaeana, & Patiniana, ed Amstelod. A. 1703. in 4.Hier. Sbaragli Oculorum & Mentis Vigiliae pag . 273. ed i miei Viaggied, 2. Tom. 5. pag. 311.

(e) Lettere Familiari Voi. r. a c. 40.

\d) MSS. nella Bibl. Pubbl. Magliabec. Cod. n. 464. della Ciaf. 25.