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§. CCLXVIII. Accaddero nei nostro Paese , in questo Regno deiGranduca Ferdinando Secondo, certe Notabili Mutazioni nel mododi Medicare, e nei Modo anche di Vivere , ie quali meritano di el-sere valutate nel!’ Istoria Medica . ,
Primieramente 1 ’ uso del Mercurio per Medicamento , sì esterna-mente che internamente, si refe più frequente. Trovo nel 162,7.L’Argento vivo spento collo sputo, mescolato in un Ungnento perammazzare i Pidocchi , presso Orazio Monti come fi devono trattarei Legati delie Galere , e Soldati ancora {a), e trovo il Precipitatocolia Manteca di Rose, prescritto da!!' Archiatro Redi ne! x 681. perla Rogna (fi). Gire' ali’ uso del Mercurio nelle Unzioni per la Ti-gna , si può vedere ciò che notò Girolamo Mercuriale de MorbisCutancis Lib. 1. cap. io. pag. 55. Iacopo Berengario da Carpi ave-va già introdotta in Italia la pratica di curare la Lue Venerea coli’Unzione Mercuriale, come fra gli altri ci fa sapere il nostro Ben-venuto Celiasi nella sua Vita . Posteriormente questa Medicatura eb-be vario Credito nel nostro Paese, e fu screditata ; ma pure la ve-do praticata anche a tempo del Granduca Ferdinando II. poichénel Cod. N. 365. della Ciaf. 7. fra i Manoscritti della BibliotecaPubblica Magliabechiana, al n. 16. si legge un Sonetto del Cav. Ia-copo del Borgo a Pietro Bini , medicandofi del Malfrancese coll Ar-gentovìvo , e nel Cod. 364. della stessa Classe al 25. si ha una Can-zone d'incerto Autore, sopra la Cura del Malfrancese colia Stufasecca . Nel Discorso sopra de' Mali Contagiosi Pestilenziali , raccoltoda Antonio Pellicini d' ordine del Collegio de' Medici dì Firenze , dicui parlai a c. 132. trattando della Peste del 1630., a c. 17. silegge ; Parimente vi sarebbe per Preservativo interno facile , e scu-ro , e di pochissima jpeja , senza impedire alcuno degli sopradetti, nondico per di fuori , ma per dì dentro , /’ Argento vìvo ; bevendone apulso /’ acqua , 0 sola , s adacquandone il Fino ; già che per la suaproprietà può tanto , che ella preserva dalla generazione de' Bachinelle budella , chi ne patisce > e gli ammazza , dove gli trova > e sor-se ne aiuta l’intensa freddezza dell' Argentovivo ftejjo . Nè per fin-tai' acqua vi va quafi spesa alcuna , pojsendofi pigliare con /’ Argen-tovivo t acqua comune , sbattendofi inficine , e sopra il medefimo Ar-gentovivo rimette altra acqua di mano , in mano , secondo il bisogno .Non negando per quefio , che po tesi essere di qualche particolar uti-le , servirs in cambio della comune , ài qualche acqua stilata Cordiale ,come d'Acetosa , dì Capr aggine , 0 fintile.
§. CCLXIX.
(a) A c. 33. del suo Trattato della Missione del Sangue,
\ (b) Opere Tarn, Z. a c, fi.