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Tomo terzo.
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rhtm ex peri indi quid in quaque re Veruni effet : & quidem xix credi-bile est quot per Re diam coram Sapientissimo Principe capta sint Ex-perirnenta , if habitae Observationes de rebus, aut ad Aliatomiam,aut Medìcinam, aut Botarne am, caeterasque Pbyficas Facuiiates per-tinentibus . Multis minibus Âureorurn Nummùm stetiffe Ferdinandonarratur Exper menta , quâe a Re dio mstituebantur ; [ed buiusmodtimpensas occupationefi/ue fru&msas jolum pntàbat Ferdinandus , nonillâs quas arnbitio , luxuries , ac vistosa confuetudo in Pvìncipum Au-la s induxerat. Sentiamo ora dall’ istesso Redi, quanto egli foste alie-no dalla moltiplichi dei Medicamenti. Io, dice questo Medico Ga-lantuomo (et), nello scrivere a VS. Illustrifftma, mi spoglìerò total-mente la persona di ' Medico , e le scriverò in qualità di un suo buonservitore , e di un servitore alla sua Cast obbligato di antiche obbli-gazioni. Stia V. Signoria Illustri stima allegramente , perche non avràmale alcuno , se però Ella non vorrà farselo col troppo medicar fi, econ h star tutto giorno intorno a noi altri Medici, i quali perchéfacciamo il Mestiere di Medicare, perciò starno facilissimi ad ordinarei Medicamenti a gli altri, ancorché starno èistcilistlmì a pigliarli pernoi . Non troverà mai V. Signoria Illustrìssima un Medico , per sem-plice , e mal pratico che fi sta , il quale voglia per se me de finto in-gozzare Medicamenti . Io per me almeno fimo uno di coloro , che notiho mai voluto ingollarne : e pur aneli io ho avuto de ’ mali , e de *

mali gravi , e non sono un Gigante dì complessione, anzi ho una conin

pi espone gracili stima, e credo dì essere il pià magro Uomo del Mondo;

Pallido , e vizzo , che paio ! Inedia ;e con tutta la mia magrezza , e con tutta la debolezza della miacompie (pone, me ne vivo sano , e credo , che non vi sta Uomo , che

poteste durare le fatiche , che duro io , e di Animo , e dì Corpo . Non

sono i Medici, non sono i Medicamenti , che guariscano le Malattìe ,e le scacciano da' corpi Umani: Ella è la sola Natura, e la buona re-gola del vivere . A questa buona Regola del Vivere fi attenga V. Sig.Illuflriss. se vuol vivere Vita Lunga , e Vita Sana. E se pure ha dafar mai qualche Medicamento per pura, e mera necessità, fi servasempre di Medicamenti piacevoli , gentili , semplici , e tali , qualiper lo pià dalla Natura, o per dir meglio da Dio Benedetto fonostati mesti al Mondo . Iddio Benedetto , che è il Fonte di ogni bene ,fa in questo Mondo i Medicamenti semplici ; e voi altri Medici sta-rno così superbì, e altieri, che pretendendo di saperne più di Dio,vogliamo imbrogliare con la compofizione quelle cose, le quali da SuaDivina Maestà furono create, per nostra salute, semplicissime ; e sac-Tom. III. Par. V. E e cia-

(a) Lettere Tom, 5. a c, 194,