II
T
„ vavano lìvidi , e difettosi > ammazzavano degli„ altri, per assicurarsi se era effetto d 4 infermità,„ o di pascoli » Ove poi coir osservazione di mol-„ ti si erano accertati della sana , e soda natura,, de 1 fegati, dell’ acqua, e de’ pascoli, ivi fissava-„ no le guarnigioni ; ma se gli trovavano difet-„ tosi, argomentavano del pari, che anche ne’ cor-„ pi umani diventerebbe pestifero l 4 uso dell 4 a-„ equa, e del cibo di que’luoghi, e perciò passa*,, vano oltre , e mutavano paefi , CERCANDO„ SEMPRE IN OGNI COSA LA SANITÀ' .Quanta avvedutezza noti si scorge nella reitera-zione dell -1 esperimento , e quanta buona ragionenelle osservazioni sul fegato, il più soggetto alleaffezioni morbose nascenti da malsano alimen-to (4)
Pre-
(4) La filosofia degli antichi in mancanza dell’ ana-tomia sopra il corpo umano , che per un princi-pio di Religione era proibito di spararsi, seeòndo-chè ha dimostrato il dottissimo Grisù, Gotofr.Gruner nella sua dissertazione de Aegypt. AnatemaVratislaviae 1774. profittò non poco dello svisce-rare degli animali destinati per vittime de’ sacri-fizi . Perciò Aristotele de Pan. Anìnti !.. 1 IL c. 4.dopo avere asserito che il cuore non è soggettoad alcun vizio grave , soggiunge : Sjjftfiov ès -rslAYjósv vaoSf^sirBai Wdo£ ryv xapSlav , t òtv vósvt t cov Qvofisvtuv ispsicev toipQa.1 toiìtovvadog 'aspi ci'Jaytv , cS&nep tat r&jv dXXoev
wnXay*